Metro Barberini, commercianti infuriati: "Con chiusura calo incassi del 30%". Rischio tracollo sotto Natale

Slitta la riapertura della stazione, forse a dicembre ma solo "a metà". L'assessore Pietro Calabrese sulla richiesta di risarcimenti: "Dovrà valutare la Ragioneria"

Piazza Barberini, immagine d'archivio

"Aspettiamo da sette mesi, ogni volta ci dicono cose diverse, anzi sa qual è la verità? Ci prendono in giro". Marcello Manci è un commerciante di piazza Barberini, con i colleghi della zona ha partecipato alla commissione Trasparenza di oggi portando a casa solo una gran delusione. "Ad agosto avevano detto che riapriva a novembre" e invece no. Ben che vada la stazione, centralissima sulla metro A, riaprirà a dicembre ma "a metà". I passeggeri potranno solo scendere e non salire. 

Un danno enorme per chi ha un'attività nel quadrante. "Il mio fatturato è calato già del 30%" racconta Manci, titolare del famoso Pepy's Bar, all'angolo tra piazza Barberini e via del Tritone, di una tavola calda sempre sulla piazza e di un'enoteca poco distante. "In totale ho 65 dipendenti e già e il mio staff di famiglia non stiamo prendendo lo stipendio perché davvero i soldi non ci sono. Le persone non passano, non vengono qui perché non ci sono i mezzi". 

La grossa paura è per le vacanze di Natale, periodo topico dell'anno per gli introiti degli esercizi. "Il rischio è dover arrivare a licenziare i nostro lavoratori. Come facciamo? Così non potremmo andare avanti per molto tempo ancora" commenta Roberta, titolare del negozio di abbigliamento Chantal, sempre su piazza Barberini. Per Michele De Simone, dipendente di un ristorante su via del Tritone, "si dovrebbe aprire una commissione d'inchiesta per individuare i responsabili, anche se ci vorranno tempi lunghi". La speranza sarebbe almeno quello di avere degli sgravi fiscali di qualche genere. 

Giovedì in aula Giulio Cesare andrà al voto una mozione a firma della capogruppo Roma torna Roma Svetlana Celli, per chiedere di applicare quello che una legge nazionale del '95 già prevede. "I comuni - recita la norma - possono deliberare agevolazioni sui tributi di loro competenza, fino alla totale esenzione per gli esercizi commerciali e artigianali situati in zone precise precluse al traffico a causa dello svolgimento di lavori per la realizzazione di opere pubbliche che si protraggono per oltre sei mesi". Il caso Barberini potrebbe tranquillamente rientrarci visto che siamo a oltre sette mesi di stop. Il problema è l'applicazione. 

Un atto simile con la stessa richiesta è stato già votato in Assemblea per la vicina fermata Repubblica, rimasta chiusa più di 8 mesi, ma ancora non ha trovato applicazione. "Sulla fattibilità tecnica sarà la Ragioneria generale a rispondere nel merito" spiega a RomaToday l'assessore alla Mobilità Pietro Calabrese, pronto poi a rispedire al mittente le accuse di chi lamenta una scarsa presenza delle istituzioni sulla questione: "Ho incontrato i commercianti più volte insieme all’assessore al Commercio Carlo Cafarotti per discutere di diversi temi, ance della riapertura della stazione della metro A Barberini. Un percorso di dialogo e trasparenza avviato già in passato da questo assessorato". 
 

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