Metro B Rebibbia-Casal Monastero, operai sul piede di guerra: "Sbloccare i lavori o faremo come la C"

I lavoratori danno tempo al Campidoglio fino a Natale. "L'opera è già stata approvata ma con l'arrivo della nuova amministrazione è tutto fermo"

Non solo metro C. Nelle prossime settimane anche dai cantieri delle tratte metro B1 e del prolungamento dell'infrastruttura da Rebibbia a Casal Monastero potrebbe sollevarsi una nuova protesta verso il Campidoglio. “A questa amministrazione lasciamo tempo fino a Natale per sbloccare la situazione” denuncia Vincenzo Ferrara, Rsa della Fillea-Cgil nel cantiere Metro B1. Gli operai hanno parlato con il sindaco Marino a margine della deposizione di una corona a ricordo della tragedia di via Ventotene. Il primo cittadino ha assicurato loro che ne parlerà con l'assessore alla Mobilità Guido Improta e fisserà una visita nelle prossime settimane al cantiere della stazione metro B1 Jonio. Due i fronti 'caldi'.

Da un lato l'ultimo tratto della metro B1, quello che arriva fino a Jonio. “Questo verrà consegnato entro la prossima estate” spiega Ferrara. “Rimangono delle opere esterne da completare comprese le aree occupate attualmente dal cantiere ma ad oggi non ci sono le disponibilità economiche per finire tali opere”. Anche se la situazione “non è ancora come quella della Metro C in quanto continuiamo a ricevere gli stipendi” gli operai dei cantieri della metro B non accetteranno di essere classificati come 'figli di un dio minore'.

A preoccupare infatti è il blocco totale dell'iter per il prolungamento da Rebibbia a Casal Monastero dove, in tutto, potrebbero lavorare circa mille operai. Approvati e finanziati dalla precedente amministrazione, i lavori non sono mai partiti. “I 300 operai impiegati nella metro B1 dovrebbero essere riassorbiti in quel cantiere che doveva aprire entro l'estate”. L'appalto è stato vinto da un consorzio che fa capo al gruppo Salini, Vianini e Ansaldo.

Al centro della questione lo sblocco delle aree 'vendute' dall'amministrazione comunale per ripagarsi l'infrastruttura. L'opera infatti dovrebbe essere realizzata in project financing. Le imprese costruttrici infatti su quelle aree hanno ricevuto il via libera per realizzare circa 700 mila metri cubi di nuove costruzioni, punto questo che sollevò le proteste di alcuni consiglieri Pd al tempo all'opposizione allarmati dalla 'colata di cemento'. “Con l'insediamento della nuova amministrazione non si è saputo più nulla” continua Ferrari. “Senza contare che qualche opera propedeutica alla sua realizzazione l'abbiamo già costruita”.

“Il prolungamento della metro B è come un bambino mai nato” conferma Alioscia De Vecchis della Fillea Cgil. “Un'opera approvata ma ferma in un momento in cui il mercato delle costruzioni è in grande difficoltà”.

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"Tra tre, quattro mesi - spiega l'ingegnere Vincenzo Moriello capocantiere del gruppo Salini - sarà finita la metro B1 fino a Jonio. A quel punto circa 300 persone saranno licenziate a meno che non vengano ricollocate, come previsto, nei cantieri del prolungamento della linea metro B da Rebibbia a Casal Monastero. La tratta è già progettata e finanziata ed entro l'estate dovevano partire i lavori che potrebbero coinvolgere mille persone. Ma ora è tutto bloccato".

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