Metro chiuse, Atac: "Spagna riapre in settimana". Tempi incerti invece su Repubblica e Barberini

Il punto sulle tre stazioni della metro A chiuse per i controlli in corso sulle scale mobili

E' un tour de force. Per riaprire la fermata Spagna entro Pasqua e salvare almeno in parte la faccia, e il flusso turistico dei giorni festivi, si è concentrato in stazione il 40 per cento del personale di Otis, la ditta produttrice delle scale mobili fuori uso che hanno portato nelle ultime settimane alla chiusura delle tre stazioni chiave per la mobilità del centro storico: Spagna, appunto, Barberini, Repubblica. 

La prima "dovrebbe riaprire in settimana" ha assicurato il direttore legale di Atac Franco Middei, presente oggi in una seduta di commissione Mobilità convocata appositamente per fare il punto sul ripristino del servizio, fermo da quasi un mese. "Tra martedì e mercoledì l'Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi del ministero, ndr) procederà con le verifiche dei report consegnati da Otis, dopodiché siamo pronti per riaprire. In settimana"

Più lungo e incerto invece l'iter per le altre due fermate off limits. Per Repubblica, chiusa da ottobre dopo l'incidente che ha coinvolto 24 tifosi russi del Cska Mosca, dissequestrata a marzo dalla Procura di Roma, Middei ammette: "Non abbiamo ancora una data". Ma entro la settimana "riusciremo a fare una previsione, pianificando le ultime verifiche". Barberini invece è ancora sotto sequestro. E c'è poco da nascondere: "Qui ci vorrà più tempo"

Intanto, lo ricordiamo, è stato sciolto il contratto con la ditta che si è occupata da metà 2016 a ieri della manutenzione degli impianti, l'ati Metroroma Srl, capitanata dalla Del Vecchio srl di Napoli. Ma, oltre la responsabilità diretta sugli eventi accaduti, che sarà anche e soprattutto la Procura ad accertare, si cerca di individuare eventuali falle della parte politico-amministrativa.

Ci tiene a fare luce su questo il consigliere Pietro Calabrese, a breve nuovo presidente della commissione Mobilità al posto di Enrico Stefàno, nel frattempo alla guida dall'Assemblea capitolina dopo l'arresto di Marcello De Vito. Perché se è vero che "la gestione manutentiva è stata, a questo punto si può dire, di dubbia qualità", per ripetere le parole usate dall'assessora ai Trasporti Linda Meleo, qualcuno forse avrebbe dovuto effettuare controlli e verifiche più approfonditi. A quanto emerge non toccava al dipartimento Mobilità. L'ingegnere Pierluigi De Guz lo specifica e si difende: "Non potevamo fare altro che non fosse sollecitare Atac a effettuare i controlli che gli spettano in quanto competente per servizio e appalto".

Da parte sua l'azienda di via Prenestina precisa che il contratto con MetroRoma è stato risolto "non sull'onda di una scelta emotiva legata agli incidenti avvenuti - chiarisce Middei di Atac - lo avevamo già deciso, avevamo deciso di interrompere il contratto per una serie di inadempimenti registrati rispetto ai parametri fissati dal contratto". Come a dire: i controlli toccavano a noi e sono stati effettuati, sono arrivate anche le penali. E, con ogni probabilità, si apriranno contenziosi. 

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