Cibo e bevande nei mercati: "In nove mesi dai municipi nemmeno un bando"

I parlamentini non hanno il personale sufficiente e lamentano regole inapplicabili. E Coia scarica sul dimissionario Meloni: "Assessorato ha fatto poco e niente"

Immagine d'archivio

Giugno 2017. L'aula, tra le proteste, vota un nuovo regolamento subito esecutivo per ridisciplinare la materia del commercio su area pubblica. Posteggi fissi, a rotazione, licenze anagrafiche, sanzioni e dislocazioni. Tra i settori normati, anche quello dei mercati rionali. E c'è una grande novità: la possibilità di somministrare cibo e bevande ai banchi, sulla base di precisi limiti normativi. A fare i bandi saranno i municipi. Il risultato nove mesi dopo? Di gare nemmeno l'ombra. 

"Era almeno una cosa buona del regolamento, e non è stato mosso un dito" denuncia Walter Papetti presidente di Anva Confesercenti. "Negli uffici non c'è abbastanza personale per gestire le pratiche". Un problema che ha ben presente lo stesso Andrea Coia, presidente M5s della commissione Commercio, ideatore della delibera 30. "Il regolamento prevede la possibilità di dedicare alla somministrazione fino al 10 per cento delle postazioni presenti. E' tra le più importanti novità del testo" ricorda.

L'intento, al netto di pro e contro, sarebbe quello di far rivivere con attività di ristorazione alcuni spazi che nel tempo hanno perso attrattiva. Ma se le postazioni non vengono assegnate, perché le pratiche rimangono sui tavoli degli uffici dei parlamentini già ingolfati e senza personale a sufficienza, l'iter normativo non parte nemmeno. D'altronde gli uffici sono già in affanno su un lungo elenco di pratiche legate al mondo dell'ambulantato. Dall'esame della Scia o dei contratti di gestione, alle richieste legate alle tipologie merceologiche in vendita. La macchina va a rilento su tutto. 

"So che ci sono dei municipi in difficoltà. Mi è stato fatto presente" spiega Coia "e ho convocato una commissione Personale per capire quanti dipendente del dipartimento, prima impiegati per sbrigare pratiche degli stessi bandi, potranno essere trasferiti nei municipi che ne hanno necessità". Ma comunque, nella fattispecie, individua precise responsabilità nell'operato, "poco efficiente", dell'assessorato al Commercio e Turismo di Adriano Meloni. Dimissionario, "per sua scelta - ha dichiarato - e senza contrasti", non è mai andato troppo d'accordo con il consigliere M5s. Diverse le scintille su più temi, vedi il mercato della Befana di piazza Navona. E a quanto pare anche la delibera 30. "Dall'assessorato non sono partite per tempo le direttive al direttore del dipartimento e ai municipi. Purtroppo non hanno fatto niente o quasi" (QUI L'INTERVISTA). 

Il testo che contiene la novità per i mercati rionali, tornerà in aula Giulio Cesare domani, sempre che il quasi ex assessore Meloni si presenti in aula. Coia presenterà una proposta con una lunga serie di modifiche, più legate a chiarimenti di forma che a cambiamenti nel contenuto. Qualche esempio: decadranno a partire dal 31 dicembre 2018 le "concessioni" (legate al posteggio) e non le "autorizzazioni". Un errore finito al centro di polemiche e proteste da parte dei commercianti, che rischiavano di perdere la licenza. Poi è stato eliminato il divieto di usare stand espositivi nei mercati, necessari specie per i banchi di abbigliamento, e reinserito l'abbattimento del canone per l'aumento di occupazione di superficie nei mercati Ags. 

Da parte sua la maggioranza grillina ha sempre difeso il provvedimento sottilineandone più volte gli aspetti migliorativi: dalla limitazione del numero di posteggi per titolare, alla fideiussione per pagare le eventuali sanzioni, alla trasformazione appunto dei mercati rionali. E la sindaca ha rivendicato a inizio anno il trasferimento delle bancarelle di via Tuscolana, annunciando lo spostamento a breve di altri 60 banchi, e attribuendola alla delibera 30. Ma sul punto è stata smentita dall'ex assessore della giunta Marino Marta Leonori: "Le ricollocazioni erano già previste dal PGTU del 2015". Ed è sempre dai dem che sono arrivate le maggiori critiche al regolamento, "un'occasione persa di ordinare in maniera chiara e puntuale un settore da sempre nel caos".

Perché "il sistema andava semplificato, non complicato ulteriormente con dettagli soggetti a diverse interpretazioni anche contrastanti" spiega la consigliera del I municipio Nathalie Naim, dichiaratamente più che contraria alla delibera Coia."Va nella direzione opposta di decoro e regolamentazione vera. La somministrazione nei mercati non riqualificherà le aree, le farà diventare degli attrattori di movida e caos turistico, che già è incontrollata, in territori saturi di attività di ristorazione". E poi ci sono le multe per chi infrange le norme: "Sono irrisorie, tra i 25 e i 500 euro, che poi diventano 50 perché si applica sempre il doppio della minima". E ancora le cosiddette "concessioni anomale", bancarelle con una licenza risultata in contrasto con le leggi vigenti: "Secondo il nuovo regolamento dovranno essere riconvertite in posteggi fissi".

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