Medici aggrediti negli ospedali, la Regione al Prefetto: "Più forze dell'ordine nei presidi sanitari"

Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, sarà invitato al Viminale e inconterà Matteo Salvini

Immagine di repertorio

Sono in media tre al giorno le aggressioni denunciate in Italia dagli operatori sanitari (dati Inail). Soltanto nell'ultimo anno, le violenze denunciate ammontano a 1.200 casi, di cui 456 hanno riguardato gli addetti al pronto soccorso, 400 si sono verificati in corsia e 320 negli ambulatori. A ricordarlo è il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, sottolineando la gravità della questione dopo le due aggressioni avvenute ieri al pronto soccorso del Policlinico Umberto I di Roma. 

Qui due medici, in momenti diversi, sono stati aggrediti verbalmente e strattonati da pazienti che lamentavano tempi d'attesa troppo lunghi per essere visitati. Uno dei due professionisti ha riportato una contusione alla spalla guaribile in dieci giorni. A giugno, invece, un uomo aggredì un portantino sempre all'Umberto I. Anelli presto sarà invitato al Viminale, ha fatto sapere il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Ma non finisce qui. Anche la Regione Lazio si sta muovendo. L'assessore alla sanità Alessio D'Amico ha annunciato provvedimenti: "Questa mattina ho scritto al Prefetto di Roma sul tema delle aggressioni a medici e personale sanitario, chiedendo che siano potenziati i presidi delle forze dell'ordine all'interno delle strutture sanitarie. Stiamo parlando di aggressioni effettuate da soggetti già noti e che si ripetono nel tempo, non stiamo parlando di una problematica sanitaria, ma è un tema di tutela e rispetto dell'ordine pubblico". 

"Chiediamo una collaborazione affinché sia ripristinato un clima sereno, che permetta agli operatori di lavorare in piena sicurezza. Purtroppo negli ultimi anni il fenomeno delle aggressioni in ospedale al personale sanitario e ai medici è in aumento e i numeri indicano un aumento delle aggressioni denunciate soprattutto nei Pronto Soccorso che ormai sono l'unico presidio dello Stato che rimane aperto al pubblico nell'arco delle 24 ore". 
 
La situazione desta molta preoccupazione perché "a Roma il problema sicurezza sta diventando un'emergenza giornaliera che unendosi al problema, già di dimensioni nazionali, delle aggressioni ai medici e infermieri impone un piano per la Capitale", ha aggiunto Gianni Sammarco responsabile della comunicazione di Fi Lazio, in una nota.

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