"Noi a lavoro senza tutele": vigili e autisti Atac senza mascherine, la protesta di chi è in prima linea a Roma

La sindaca sta chiedendo un rifornimento di dispositivi di protezione al Governo e alla Protezione civile. Intanto dal sindacato dei vigili arriva un esposto in Procura

Mascherine, immagine d'archivio

Anche Raggi, come i suoi colleghi sindaci di tutta Italia, si è messa a caccia di mascherine. In costante contatto con il premier Giuseppe Conte e con il capo della Protezione civile Angelo Borrelli, ha richiesto forniture di presidi di protezione per i suoi dipendenti, lavoratori delle partecipate, Atac e Ama, e vigili urbani. Tutti in prima linea nell'emergenza coronavirus, chi per garantire i servizi pubblici essenziali, chi il rispetto della "quarantena". 

Qui tutte le notizie sul coronavirus

Sono in strada tutti i giorni, a contatto con il pubblico, ma senza alcuna protezione. Ora tra loro ci sono i primi contagiati. Un vigile urbano dell'XI gruppo Marconi, che - stando a un audio diffuso dal Corriere della Sera - ai medici dello Spallanzani avrebbe mentito dicendo che avevano le mascherine. Nessun agente le ha. 

Sulla questione il sindacato Csa-Ospol ha inviato un esposto alla Procura di Roma e alla Asl, e anche alla sindaca per conoscenza, per richiedere immediatamente misure adeguate anti contagio, e denunciare il mancato intervento di igienizzazione degli spazi comuni. "Non è stata disposta alcuna sanificazione degli ambienti di lavoro", secondo i sindacati, dopo il 13 marzo, giorno in cui il tampone sarebbe risultato positivo. 

"Stiamo vivendo una situazione in cui queste mascherine mancano ovunque in Italia soprattutto per il personale sanitario" commenta Stefano Giannini, segretario del Sulpl Roma. "Se non le abbiamo disponibili noi chiediamo solamente di evitare di farci svolgere servizi a rischio perché uno di noi che viene contagiato può essere un rischio non solo per la struttura di cui fa parte ma per le centinaia di cittadini inconsapevoli con cui viene incontro durante il turno".

La testimonianza a RomaToday: "Mi proteggo con la sciarpa"

Poi tra i positivi ci sono un operatore di Ama, operaio 54enne della rimessa di Rocca Cencia. Il dipendente era a casa per malattia dal 9 marzo, e l'azienda assicura di essere intervenuta con operazioni di sanificazione nell'ufficio dove il lavoratore prestava servizio. Ma i sindacati attaccano. "Ama si è fatta trovare non pronta a fronteggiare l'emergenza. Ci si doveva muovere prima" ha commentato Natale Di Cola, segretario Cgil di Roma e Lazio.

E ancora nella lista dei contagiati un autista della rimessa di Grottarossa. Proprio Atac in queste ore ha attivato un'assicurazione sanitaria valida per tutto il personale che dovesse contrarre il virus. È stato stabilito all'interno di un Comitato per la sicurezza aziendale, messo in piedi dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Fna per fronteggiare l’emergenza. Insomma, i sindacati sono sul piede di guerra da giorni e chiedono tutele per i lavoratori costretti a restare in strada dalla natura stessa del loro servizio, essenziale. 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Purtroppo il caso mascherine riguarda tutta Italia. E ancora prima di interessare i dipendenti pubblici, tocca gli ospedali, dove non è raro che il personale nelle retrovie si ritrovi in queste ore con protezioni di fortuna fatte di panni per la polvere, carta, cotone. Con l'ultimo decreto, pubblicato proprio questa notte in Gazzetta Ufficiale, si allargano però le maglie per le tipologie di mascherine utilizzabili. Così al comma 2 dell'articolo 16: "Fino al termine dello stato di emregenza gli individui presenti sull'intero territorio nazionale sono autorizzati al'utilizzo di mascherine filtranti prive del marchio CE e prodotte in deroga alle vigenti norme sull'immissione in commercio". Un via libera a una filiera di produzione nazionale di mascherine, fatte di materiale vario che può andare dal cotone alla garza. Decine di aziende tessili in queste ore si stanno organizzando per una rapida riconversione: stop alle produzioni tradizionali di vestiti e capi sartoriali, avanti con le mascherine.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, 13 contagi in 24 ore nel Lazio. "Preoccupazione per aeroporti e stazioni di Roma"

  • Coronavirus: nel Lazio per la prima volta il numero dei guariti supera quello dei positivi

  • Coronavirus, a Roma appena 2 nuovi contagi in 24 ore: sono 3055 gli attuali casi positivi

  • Coronavirus, a Roma 3 nuovi casi in 24 ore: 3163 gli attuali casi positivi

  • Coronavirus: 10 nuovi positivi nel Lazio, dal 3 giugno sorvegliati speciali stazioni ed aeroporti

  • Coronavirus, a Roma tre nuovi casi. Altri due nel resto del Lazio

Torna su
RomaToday è in caricamento