"Ci sono giornalisti che meritano di essere gratificati più di Marione". E' duro, durissimo Stefano Pedica, senatore dell'Idv che con una nota stampa denuncia l'intenzione di premiare in Campidoglio Mario Corsi, alias Marione, speaker di Teladoiotokio. A lui il 25 maggio, in Campidoglio, dovrebbe essere consegnato il microfono d'oro. La polemica però monta, soprattutto in relazione al passato di Marione.
STEFANO PEDICA - "Alemanno non riesce proprio a tenersi lontano dal mondo dell'estrema destra. Il sindaco di Roma, sempre pronto a inaugurare targhe in ricordo di esponenti fascisti, il 25 maggio in Campidoglio consegnerà il premio 'Microfono d'oro 2012' a Mario Corsi, meglio conosciuto come Marione. È un personaggio alquanto discusso. Ex capo di una frangia di estrema destra degli ultrà romanisti, il suo nome di recente è spuntato fuori nell'indagine sui presunti ricatti alla As Roma". Continua Pedica: "Marione è un ex militante dei Nuclei armati rivoluzionari (Nar). In passato è stato oggetto di indagini e arrestato per omicidi e atti di violenza squadrista. Di lui si ricorda il coinvolgimento in alcuni casi di cronaca nera. Ora, è un conduttore di Radio Centro Suono Sport e il sindaco, ospite della sua trasmissione, vorrebbe premiarlo perchè il suo programma sarebbe uno strumento di denuncia a favore dei cittadini. Ma Roma non merita questo affronto. Alemanno non pu• premiare un pregiudicato - conclude l'esponente dell'Idv -. A Roma ci sono tanti giornalisti radiofonici che ogni giorno fanno del microfono un vero strumento di denuncia e legalità, e sicuramente meritano di essere gratificati più di Marione".
PARTITO DEMOCRATICO - Athos De Luca sulla stessa linea spiega che "Marione non è il benvenuto in Campidoglio. Un ottimo biglietto da visita per un Sindaco che non si dimentica di nessuno, come non lo ha fatto per Andrini, al quale ha spalancato le porte del Campidoglio o Freda, bloccato solo all'ultimo per le pesanti polemiche. Roma, medaglia d'oro alla resistenza - conclude De Luca - non merita questo ulteriore sfregio. Corsi non è il benvenuto, il Campidoglio non merita una presenza inquietante, legata agli anni più bui della nostra Repubblica".
FABRIZIO SANTORI - La definisce una polemica vuota Fabrizio Santori, presidente della commissione sicurezza e promotore del premio Microfono d’Oro: "Nell’ambito del premio ‘Microfono d’oro’, prestigiosa kermesse che rende omaggio alle eccellenze della comunicazione radiofonica capitolina, i romani hanno decretato di premiare le trasmissioni più ascoltate nei diversi settori culturali, sportivi, musicali e d’opinione. Tra queste risulta vincitrice la trasmissione Te la do io Tokio dedicata alla squadra di calcio della Roma e ai suoi tifosi. E in questo contesto Mario Corsi, detto Marione, tra i vari conduttori, ritirerà il premio in nome della sua trasmissione e di quanti collaborano alla realizzazione di un lavoro che è accolto con entusiasmo ed interesse da moltissimi sportivi. Perciò andiamo avanti nella nostra strada, rispedendo al mittente le solite vuote e pretestuose polemiche dell’opposizione. Un’opposizione che cerca di trascinare senza motivo il sindaco Gianni Alemanno in una diatriba vana, in cui il Primo cittadino non c’entra nulla, per il semplice fatto che non è lui a decretare il vincitore, ma i romani stessi”.
“Il premio alla comunicazione romana Microfono d’oro, patrocinato e ospitato da Roma Capitale, sarà un momento prezioso per sottolineare l’importanza del lavoro di tanti giornalisti e della comunicazione radiofonica, megafono della comunità cittadina, a cui si offre la possibilità di rendere pubbliche istanze, denunce e disagi, consentendo alle Istituzioni di cogliere gli umori della cittadinanza e di mettere in campo risposte adeguate”, conclude Santori.
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3 Commenti
FeedMassimo In fin dei conti se è vero che vogliono premiare la trasmissione (che effettivamente è straseguita) e non la persona, basterebbe invitare qualcun altro a ritirare il premio, in fondo Corsi ne è il conduttore ma non ci lavora mica da solo. E poi in Italia più delinqui e meglio campi, puoi persino diventare assessore, ministro od addirittura presidente del consiglio, vuoi che non ti diano un microfonetto d'oro.
Carl Von Clausewitz Corsi è uscito indenne dai processi che lo riguardavano, comprese le accuse per l'omicidio di Tinelli e Iannucci. Ciò non toglie che comunque sia l'esponente del più crasso becerume legato al mondo sportivo, proprio ciò che la nuova dirigenza della Roma sta combattendo per fare in modo che il calcio e lo stadio sia un luogo di divertimento e non un'arena per frustrati che trovano nella squadra il motivo principale della loro grama esistenza. Pessima scelta, non c'è altro da dire
El Barto Il 7 dicembre 1979 è arrestato con l'accusa di aver rapinato insieme a Massimo Morsello e Guido Zappavigna, un orefice di Roma; fatti che portano il Sostituto Procuratore di Roma, dottor Mario Amato, in seguito ucciso da un comando NAR, a emettere contro di lui un ordine di cattura per partecipazione ad associazione sovversiva armata.
Il 28 agosto 1980 viene arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulla strage della stazione di Bologna insieme ad altri appartenenti al gruppo NAR. Fra i 28 ordini di cattura vi sono quelli a carico di Roberto Fiore, Gabriele Adinolfi, Francesca Mambro, Valerio Fioravanti, Aldo Semerari e Maurizio Neri. Gli arrestati sono subito interrogati a Ferrara, Roma, Padova e Parma. Saranno poi tutti rilasciati nel 1981.
Il 20 aprile 1982 il Tribunale di Roma condanna Corsi, assieme a Massimo Morsello, Emanuele Appio e Maurizio Catena, per l'assalto del 1979 alla scuola romana Fratelli Bandiera.
Il 28 maggio dello stesso anno viene rinviato a giudizio insieme ad altri 55 militanti dei NAR, ai quali cui il giudice istruttore contesta.
Nel 1984 è condannato per gli incendi nei cinema "Induno" e "Gardena", avvenuti a Roma tra il 1979 e il 1980. Nel 1985 è recluso nel carcere romano di Rebibbia.
Nel dicembre dello stesso anno viene accusato dell'omicidio del giovane simpatizzante del Pci Ivo Zini, freddato in Via Appia nel 1978 mentre leggeva l'Unità su una bacheca. Nel maggio 1985 con la sentenza denominata "Nar 1" Corsi riceve una condanna a 9 anni (mentre per il delitto Zini viene prosciolto per non aver commesso il fatto), sentenza poi ribaltata al secondo grado. In appello Corsi viene condannato a 23 anni di carcere. Per lui la Corte d'Assise di Appello di Roma emette un mandato di cattura. Il 9 aprile 1987, la Cassazione dispone un nuovo processo per Corsi relativo sempre a Zini e Corsi ottiene l'assoluzione, ratificata poi definitivamente nel 1989.
Il 27 settembre 1996 viene arrestato assieme ad altri esponenti della tifoseria romanista; l'accusa è di aver esercitato pressioni su dirigenti della società giallorossa, orientando contro di essi l'opinione pubblica della piazza tramite mezzo radiofonico, ed esigendo pacchetti di ingressi gratuiti allo stadio delle partite della AS Roma, paventando probabili disordini sugli spalti.
E pur non essendo il curriculum completo mi sembra di poter dire che abbia ampiamente meritato il premio.... Mortaxxi sua e de chi je l'ha conferito 'sto fascio 'nfame!!