Bollette pazze e management: affondo di Marino contro Acea

Il sindaco scrive una lettera all'amministratore delegato e al presidente: "Più attenzione al fenomeno delle bollette pazze". Poi l'attacco sul debito: "Attenzione da parte del management"

Il sindaco Ignazio Marino. Foto Andrea Ronchini

Ignazio Marino apre un nuovo fronte nella sua 'guerra' alla governance delle municipali. Stavolta è Acea a finire nel mirino del sindaco. La società che gestisce la forniture di acqua ed energia elettrica nella Capitale finisce sotto attacco per diverse questione. E' una lettera, indirizzata al presidente Cremonesi e all'amministratore delegato Gallo, a mettere nero su bianco ciò  che secondo il primo cittadino non va.

Secondo Marino la società appare più "orientata al profitto degli azionisti", che alla gestione di un bene comune come l'acqua. Altre contestazioni riguardano la questione delle bollette pazze, un problema ancora non risolto che potrebbe sfociare addirittura in una class action. Un altro problema riguarda la criticità nella gestione dei call center, compresi i possibili conflitti di interesse con la stessa Acea.

LA LETTERA - "Richiamo la vostra attenzione al rilievo pubblico e all'impatto, anche sociale", spiega Marino, "che le attività del gruppo Acea ricoprono soprattutto a livello del territorio di Roma Capitale. A tal proposito, infatti, destano particolare preoccupazione a chi scrive alcune circostanze che vedono implicate diverse societa' del gruppo in relazione al fenomeno delle 'bollette pazze' che, mi auguravo, fosse da tempo definitivamente concluso".

Inoltre, "alcune notizie riportate dalla stampa di livello nazionale evidenziano delle criticità nella gestione dei call center e, in generale, nel rapporto con i clienti, sottolineando tra l'altro possibili conflitti di interesse stante la compresenza di alcuni soggetti tra gli azionisti di Acea e tra i proprietari degli outsourcer ai quali è affidato il servizio". Marino chiede quindi "di mantenere tra gli obiettivi, 'non economici' ma pur sempre prioritari, di Acea anche i livelli di massima trasparenza e integrità e il massimo rispetto dei principi di onestà, correttezza e imparzialità, rifuggendo anche dal solo 'apparire' in conflitto di interessi rispetto ai servizi resi alla cittadinanza".

Il sindaco ha poi parlato anche della governance della società, "una delle multinazionali più importanti del settore, anche se non possiamo certo dimenticare che ha accumulato un debito di oltre 2,4 miliardi: è evidente che ci deve essere una attenzione alla gestione e al management dell'azienda, e di questo ho discusso molto a lungo, in una riunione di alcuni giorni fa, con il presidente di Gaz de France che ho invitato a Roma e con cui abbiamo esaminato tanti aspetti che posso certamente essere migliorati nella gestione e management dell'Acea".

Infine, Marino ha ricordato di aver "avviato una due diligence in tutte le municipalizzate: stiamo raccogliendo dati, li stiamo esaminando e stiamo cercando di capire dove ci sono buone pratiche e dove ci sia terreno per un miglioramento".

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