Marino incontra i blogger, promette e incassa applausi: "Ora cambierò Roma"

Più tasse per i camion bar, zone 30 davanti alle scuole, più piste ciclabili e servizi alla città con i proventi dei cartelloni pubblicitari. Il sindaco incontra i blogger romani anti degrado, e detta l'agenda

Niente hashtag, post o cinguettii. Stavolta il confronto è faccia a faccia. Il sindaco Marino ha incontrato "il web", o meglio i suoi blogger, quelli che lo incalzano giorno giorno sui temi più svariati, dal decoro alla mobilità, alla sicurezza stradale. Quelli che in rete fanno opinione più dei quotidiani, dando voce senza filtri alla città indignata. 

Ci sono tutti alla Casa della Città di Garbatella. Retake, Romafaschifo, Roma Pulita, Roma Sostenibile, Basta Cartelloni, #Salvaciclisti, Riprendiamoci Roma. Al centro il primo cittadino, per un confronto serrato all'americana, un rapido botta e risposta, con tanto di diretta streaming per gli utenti della rete, condotto dal giornalista Rai, Pino Nazio.    

Comincia il sindaco e tira le somme. "Un bilancio di questo anno e mezzo? In tre parole, discontinuità, trasparenza, e cambiamento", con qualche vittoria che va ricordata. "Abbiamo chiuso la più grande discarica del pianeta, sanato il bilancio e tagliato la spesa corrente". Impossibile non accennare a Mafia Capitale, la maxi inchiesta che ha svelato malaffare e corruzione all'ombra del Campidoglio. Per i presenti è una cesoia col passato. Ora, per riformare la città, non ci sono più alibi. 

"Sindaco, in questo momento la vedo come un attaccante che batte un rigore al novantesimo, a porta quasi vuota". La metafora calcistica è offerta da Massimiliano Tonelli, voce del blog Romafaschifo. "Ora che gli anticorpi del malaffare sono stati quanto meno fiaccati, riuscirà a segnare?". L'immagine è incisiva, e ben disegna la posizione del sindaco 'pioniere', diventato la scommessa di chi ora il cambiamento vuole toccarlo con mano. Il chirurgo 'marziano' sembra accettare la sfida. "Ce la metterò tutta per cogliere quest'opportunità", anche se la strada del nuovo non comincia oggi. "Dopo le elezioni ho visto un sistema dove c'erano rendite di posizione e privilegi, ne abbiamo cancellati tantissimi. Ora dobbiamo cambiare la mentalità di questa città". Segue il dibattito, con impegni e promesse su più fronti. 

MOBILITA' - C'è il trasporto pubblico. "Qual'è la sua idea di mobilità?" chiede Stefano Miceli, di Roma Pulita, ricordando "l'aumento dei costi dei parcheggi e un Pup sostanzialmente fermo". "Miglioreremo il tpl - risponde fermo il sindaco - ma consideriamo che quando mi sono insediato la voce in bilancio era di zero euro. Siamo intervenuti subito sulla metro C, e la consegneremo fino a San Giovanni entro il 2015". L'accelerata toccherà anche i mezzi a noleggio condiviso. "L'obiettivo finale è ridurre il traffico privato a favore di car e bike sharing. Il prossimo anno arriveranno un migliaio di auto elettriche, senza contare le già 100mila persone iscritte con Enjoy e Car2Go". Sì, ma su strade più sicure. 

SICUREZZA E CICLABILI - "Roma ha la maglia nera per gli incidenti stradali, solo pochi giorni fa un uomo è stato ucciso da un'auto che sfrecciava sulla Colombo". Il tema scotta, e a incalzare il sindaco è il comitato #Salvaciclisti che non risparmia l'affondo. "Parliamo tanto di moralità, ma è morale lasciar morire la gente sulle strade? Siamo stati sul punto di interrompere ogni tipo di dialogo con l'amministrazione, perché ad oggi non c'è stato alcun intervento in merito". Messo alle strette Marino ammette: "E' vero, dobbiamo fare molto di più", e annuncia: "In molte zone della nostra città imporremo il limite orario di velocità a 30 km orari, soprattutto davanti alle scuole". Poi ci sono le piste ciclabili, e un sindaco che non abbandona mai la sua bicicletta non può certo ignorarle. "Dal gennaio 2015 avremo risorse importanti, inizieremo dalle ricuciture di quelle già esistenti e poi continueremo con i nuovi tracciati".

CARTELLONI - Poi tocca al decoro, e ai tanto odiati cartelloni pubblicitari. La parola passa a Filippo Guardascione, del blog Basta Cartelloni. "Dobbiamo riconoscere che la sua giunta ha finalmente redatto un regolamento per la cartellonistica che Roma aspettava da decenni, ma ora c'è un'altra grande occasione da cogliere: trasformare i proventi della pubblicità in servizi per i cittadini. Con 9mila metri quadri di spazi si può finanziare 400 stazioni di bike sharing". Il sindaco sottoscrive: "Prendo questo impegno e faremo esattamente come dice lei, utilizzeremo le risorse dei cartelloni per le bici a noleggio condiviso e per fare dei bagni pubblici".  

WRITERS - Altro scoglio da superare per combattere l'incuria si chiama vandalismo. "Cosa ne sarà della metro C, ora nuova e pulita, appena entrerà nel mirino dei writers? - chiede Giovanni, di Riprendiamoci Roma - non si è pensato al rischio che i soldi spesi, tanti, si rivelino un enorme spreco?". "La metro C è sorvegliata da un circuito di videocamere che copre ogni angolo" replica il sindaco.  

Sì, peccato che, ricorda poi Tonelli, "i vagoni vengano presi di mira direttamente nei depositi, e infatti anche quelli della nuova metro sono stati imbrattati ben prima dell'inaugurazione". E allora Marino annuncia la sua piccola rivoluzione. "Mi sto convincendo a organizzare per writers delle vere e proprie trappole per farli arrestare come hanno fatto i sindaci di Londra o Vienna. A me dispiace ma dovremo fare cosi, coglierli sul fatto e processarli". 

DECORO E CAMION BAR - Ma non ci sono solo vandali. Di degrado è piena Roma. Marino dà ragione a Paolo Di Pasquale, di Retake, il gruppo di cittadini che da solo provvede alla manutenzione stradale con vere e proprie spedizioni 'pulitive'. "Serve una maggiore severità nel settore, il decoro cittadino deve passare per regole più rigide e sanzioni". E da progetti innovativi. "Abbiamo iniziato una sperimentazione che abbiamo chiamato Boulevard Merulana - spiega il sindaco - e che pensiamo di estendere ad altre aree città: abbiamo chiesto ai negozianti di occuparsi dello spazzamento e della pulizia della porzione di marciapiede di fronte al loro punto vendita e abbiamo offerto loro, in cambio, una diminuzione del prelievo fiscale per lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti". 

Qualcosa comunque sul piano decoro è già stato fatto. "Penso alla battaglia contro i tavolini selvaggi nel centro storico, siamo rimasti fermi sul punto nonostante le tante proteste, e andremo fino in fondo anche con i camion bar". Altra questione spinosa che strappa al sindaco impegni forti. 

"Quando mi sono reso conto di quanto pagavano in occupazione di suolo pubblico i camion bar, 3 euro al giorno, proposi di moltiplicare per dieci quella tassa. L'assemblea capitolina che evidentemente rappresenta la democrazia della città, ha deciso di aumentare solo di tre volte e non di dieci volto. Nel bilancio 2015 proporrò di aumentare di 15 volte così vediamo dove ci incontriamo". In sala scrosciano applausi. Ma non finisce qui, il commercio su strada che fa a cazzotti col decoro non è solo camion bar. 

AMBULANTI - "A Roma il fenomeno dell'ambulantato ha proporzioni mai viste in Europa" fa notare Guardascione, di Basta Cartelloni. "Solo i banchi autorizzati sono più di 11mila, e poi ci sono gli abusivi. Basta passare da via Cola di Rienzo, viale Giulio Cesare, viale Marconi, non si vedono più le vetrine". Colpa anche stavolte di norme sbagliate. "Anche per gli ambulanti tocca portare a scadenza le licenze, al momento secondo un regolamento comunale vengono rinnovate a comando, questo è contrario alle direttive europee". Verissimo, anche qui il sindaco si allinea, riconosce che la città è invasa dalle bancarelle, e accoglie il suggerimento prezioso. "E' un'idea importante, me la annoto, e lo faremo". 

Attualissimo in tema di ambulanti la querelle su piazza Navona e sul mercatino di Natale saltato per le proteste dei commercianti, che non hanno digerito le nuove regole del Municipio. Ma il primo cittadino non transige e incassa unanime il consenso dei presenti, blogger e cittadini. "Teniamo una posizione ferma. Abbiamo fatto un bando e non permetteremo di mettere banchi se non nell'ambito delle norme consentite". Le proteste? "Sono un buon segno, anzi quando dal Campidoglio non sento fischietti e trombette mi preoccupo, vuol dire che non abbiamo fatto nulla".  

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