Chi è Marcello De Vito, il mister preferenze diventato il primo grillino arrestato per corruzione

Il presidente dell'Assemblea Capitolina, stimatissimo da tutti i consiglieri pentastellati, è stato candidato sindaco nel 2013. Ecco chi è il 45enne avvocato grillino finito nell'occhio del ciclone

Marcello De Vito , arrestato oggi per corruzione, non è un grillino qualunque in Campidoglio. Presidente dell'Assemblea Capitolina, è il punto di riferimento della corrente che fa capo a Roberta Lombardi. Stimatissimo da tutti i consiglieri pentastellati, De Vito è una sorta di numero due della sindaca, un primo cittadino ombra, più volte indicato come possibile sostituto della Raggi laddove la sindaca fosse stata costretta a dimettersi per le vicende giudiziarie che l'hanno vista coinvolta e poi assolta nel novembre 2018.

Avvocato dalla stazza imponente, tanto da valergli il soprannome di Marcellone, De Vito, 45 anni, è stato candidato sindaco nel 2013. Sconfitto da Marino ha fatto parte dei "fantastici quattro" pentastellati all'opposizione, ricoprendo anche il ruolo di capogruppo. Anche per questo nel 2016, quando si doveva scegliere il candidato sindaco, in tanti vedevamo in lui l'uomo ideale per la fascia tricolore. Un dossier, o presunto tale, ne ha minato però l'immagine fino a far vincere Virginia Raggi nelle comunarie grilline. 

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I guai della sindaca però hanno fatto nascere nostalgia nei suoi confronti, rinvigorendo la sua immagine di punto di riferimento, già forte delle oltre 6000 preferenze conquistate che, oltre a valergli il simbolico titolo di mister preferenze, l'hanno proiettato alla presidenza dell'Aula Giulio Cesare. Anche per questo molti dossier importanti sono finiti sul suo tavolo. 

De Vito è un avvocato di professione. Nato a Roma nel luglio del 1974, racconta di aver sempre vissuto a Montesacro. Da qui vanta di muoversi verso il Campidoglio a bordo dell'autobus 60. Laureato in Giurisprudenza, ha svolto a lungo l'attività di legale occupandosi prevalentemente di appalti pubblici, sia in ambito civile, sia in ambito amministrativo.

"Il giorno della mia "svolta", raccontava De Vito nel suo video di presentazione "fu il 25 aprile 2012, giorno della liberazione ma anche giorno in cui il nostro Presidente della Repubblica riuscì ad affermare che "non è possibile in Italia fare a meno dei partiti, che bisogna fare attenzione ai sentimenti di "antipolitica", che bisogna estirpare il marcio dalla parte sana...": mica è facile violare così tanti principi costituzionali con così poche parole! Grillo si infuriò, ma quella frase scosse profondamente -e finalmente- anche me: scusate il ritardo! trascorsi un intero pomeriggio a pensarci su. Pensai ai principi di libertà di associazione politica tra cittadini e di imparzialità del Presidente della Repubblica, previsti dalla nostra Costituzione. Pensai che se persino il Presidente della Repubblica arrivava a fare una dichiarazione così smaccatamente a favore della "casta", la situazione doveva essere davvero drammatica,... come in effetti era ed è! Pochi giorni dopo quindi ero in "MoVimento" alla mia prima riunione del gruppo del IV Municipio di Roma: un grandissimo gruppo! Da allora il mio entusiasmo è andato via via crescendo, come pure il mio impegno, sempre più assiduo e quotidiano. Da novembre 2012 mi sono dedicato con assiduità alla partecipazione del MoVimento alle elezioni regionali".

Aprile 2012, la folgorazione. Non un grillino della primissima ora quindi. Ed anche per questo, nel 2013, quando fu scelto per sfidare Marino, montò nel Movimento la polemica per le mutate regole in corso nelle comunarie. Un episodio i cui strascichi si sono vissuti fino ai primi mesi della consiliatura Raggi. A sancire la pace l'arresto di Marra e il compattarsi dei consiglieri comunali attorno alla sindaca, anche su spinta di De Vito nel frattempo diventato paladino dei tagli agli sprechi in assemblea capitolina. "Nel primo anno di consiliatura M5S tagliate le spese e ridotti gli sprechi di denaro pubblico dell'Assemblea  Capitolina. Appena arrivati - si legge nel post del 2017 - abbiamo  voluto dare da subito un forte segno di discontinuità, andando a tagliare sprechi costi inutili ed improduttivi per recuperare quelle somme che sono necessarie per riportare nel giusto alveo il bilancio del Comune di Roma ed al tempo stesso per erogare i servizi ai cittadini a costi appropriati".

E proprio De Vito sulla vicenda stadio, risolta con la revisione del progetto nel febbraio 2017, fu presente a molti incontri, mettendoci la faccia anche pubblicamente. Il resto è storia di queste ore con Marcellone che entra nella storia: è infatti il primo esponente del Movimento Cinque Stelle arrestato per corruzione.

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