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Sanità, cambia l'assistenza ai malati cronici: "L'adesione volontaria dei medici è discriminante"

Sui nuovi progetti assistenziali della regione Lazio, l'interrogazione del consigliere di FdI, Fabrizio Santori. "Il rischio è che ci siano malati di serie A e di serie B"

Immagine d'archivio

"Rischiamo di avere malati cronici di serie A e di serie B. Il presidente Zingaretti come pensa di risolvere questa discrepanza?". Ad accendere i riflettori sui nuovi PDTA della Regione Lazio è il consigliere di FdI, Fabrizio Santori tramite interrogazione in Consiglio. Parliamo di percorsi assistenziali individuali e progressivi rivolti a malati cronici e rari che avverranno sotto la guida del medico di famiglia, regolati da un documento sottoscritto dal presidente del Lazio Zingaretti quest'autunno, ancora da applicare. Una nuova organizzazione che interesserà circa 500mila pazienti sul territorio regionale. 

I NUOVI PDTA - In pratica, fin dalla prima diagnosi della patologia, i medici di base prendono in carico il singolo paziente, garantendo un ciclo di cure appropriato e il collegamento con centri di riferimento ospedalieri, come le Casa della Salute. Il tutto seguendo specifiche linee di indirizzo redatte da team di esperti e specifici gruppi di lavoro, con l'obiettivo di ridurre l'ospedalizzazione potenziando il servizio sul territorio e aumento il grado di appropriatezza delle cure. Qualcosa però potrebbe inficiare le buone intenzioni della nuova legge. 

"I nuovi Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA) voluti da Zingaretti - spiega Santori in nota - si basano su un principio di volontarietà. Il progetto prevede l’adesione volontaria del medico di base che, su indicazione dello specialista della Casa della Salute, provvederà autonomamente alla prenotazione telematica della visita e degli esami e analisi, in conformità a un pacchetto annuale definito specificatamente dalla Regione". Un "dettaglio" non da poco. 

"Come è possibile che malati che vivono ogni giorno situazioni difficili e dolorose debbono affidarsi  alla sorte per avere dei buoni servizi sanitari? Sulla base di questo progetto discriminatorio, molti cittadini diabetici, cardiopatici, malati con problemi di deambulazione, portatori di broncopneumopatia cronico ostruttiva, e altri malati cronici non potranno più contare sulla certezza e continuità della cura. Se tale interpretazione dei decreti e delle norme vigenti venisse confermata, tale situazione sarà non solo peggiorativa per la qualità della vita dei malati cronici ma anticostituzionale e discriminatoria".

"Chiedo, pertanto, al presidente Zingaretti in che modo intende superare  la discrepanza di trattamento, dovuta all’adesione o meno dei professionisti di riferimento al progetto PDTA. Mi piacerebbe, inoltre, sapere quali sono nel dettaglio i problemi di natura tecnica che stanno facendo slittare l’effettivo passaggio al nuovo sistema. Non nascondo che sono molto preoccupato da questo periodo di transizione. Non vorrei che fossero confermate i disagi già in essere di un’impossibilità di seguire la consueta procedura di prenotazione, non consentendo ai pazienti di fare riferimento alla figura professionale che abitualmente li assiste. Invito il presidente Zingaretti – conclude Santori - a fare luce sulla vicenda e, se si confermassero i gravi problemi evidenziati, a rivedere quanto prima questo progetto discriminatorio". 


 

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