Droga e sicurezza: per gli studenti romani non è un problema di mafia, ma di degrado

DaSud, in collaborazione con l’istituto di ricerca IRIAD, ha intervistato 600 studenti romani sul rapporto tra mafia, droga e sicurezza. Chirico: “Quadro allarmante. Giovani poco informati”

Foto d'archivio

La principale causa di insicurezza nella Capitale è il degrado urbano e la mafia, nella Capitale, è soprattutto in mano agli stranieri. E’ questa la percezione degli studenti romani sulle connessioni tra le organizzazioni criminali, la sicurezza e la diffusione delle droghe in città.

L'indagine

L’Associazione daSud, alla vigilia del ventottesimo anniversario della strage di Capaci, ha pubblicato l’indagine condotta in collaborazione con l’istituto di ricerca IRIAD su un campione di quasi 600 giovani. Sono studenti di età compresa tra i 16 ed i 18 anni, che sono stati coinvolti in focus group ed interviste demoscopiche. Il quadro che emerge, per Danilo Chirico, presidente di daSud, “testimonia una situazione allarmante che deve interrogarci e farci riflettere profondamente”.

Le presenze mafiose in città

Per il 54% degli studenti intervistati, le organizzazioni criminali più presenti nella Capitale sono straniere. Nella loro percezione seguono la Camorra e la Mafia . Ma solo il 13,5 % del campione intervistato mette al primo posto i clan locali. La stragrande maggioranza, circa l’81% ammette, poi di sapere poco o nulla dell’inchiesta “Mondo di mezzo”.

I crimini più diffusi

Per quanto riguarda i crimini più diffusi, il 28% ritiene che siano quelli legati allo spaccio di droga, seguono il lavoro nero (il 13,7%) e la corruzione dei pubblici dipendenti (il 9,6%). Solo il 2% degli studenti raggiunti dall’indagine considera l’usura come il reato più comune.

La sicurezza

La percezione generale è inoltre che al città sia molto o abbastanza sicura (lo è per il 62% del campione). Il dato sale addirittura al 77% se agli intervistati viene chiesto di prendere in considerazione il quartiere in cui abitano. Quando invece gli viene domandato di indicare, tra una serie di fenomeni, quello che rende la città più sicura, il 21,7% indica alcune strade e luoghi. E solo il  9% imputa l’insicurezza come conseguenza della presenza mafiosa in città. Mafia che però, come si è detto, nella stragrande percentuale dei casi non è imputabili a clan locali.

Fattori d'insicurezza a Roma-2

Le origine del deficit d'informazione

Secondo daSud, la scarsa consapevolezza a la poca informazione degli studenti romani, si possono ricondurre a tre concause. La mancanza di confronto tra istituzioni, corpo docente e studenti; una cronica inadeguatezza del sistema scolastico nel fornire gli stumenti necessari per comprendere questi temi e la scarsa consapevolezza del fenomeno anche da parte della città. Nonostante l'attivismo di alcune realtà come le stesse associazioni daSud e ÀP (Accademia Popolare). Un quadro per ora rimasto invariato, dal momento che non si è approfittato  "neppure delle recenti sentenze" per accettare , riconoscere e contrastare "la presenza e il ruolo crescente dei clan a Roma" ha fatto notare Chirico.

La lettera aperta

Cosa fare per superere il deficit di conoscenze, da parte dei giovani, dei fenomeni mafiosi? DaSud, con una lettera inviata alle istituzioni, suggerirsce di ripensare al ruolo della scuola, di promuovere il confronto tra docenti e studenti nelle aule. Ma anche di focalizzare l'attenzione sulle periferie. Temi da affrontare al più presto anche perchè, l'emergenza nuovo Coronavirus, si sta trasferendo dal piano sanitario a quello economico, sociale, educativo.

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Investire sull'educazione scolastica

“Stiamo vivendo la più grande crisi economico-sociale che il Paese abbia conosciuto dal dopoguerra ad oggi e siamo a poco più di un anno dalle prossime elezioni amministrative a Roma - ha ricordato Danilo Chirico -  Ci attende un periodo di grandi trasformazioni sulle quali è fondamentale discutere per cercare di dare una nuova identità e nuove funzioni ai servizi pubblici, all'istruzione, al Paese, alle città”. Investire sull'informazione e sulla cultura giovanile, colmando deficit che si trascinano da anni, rappresenta un traguardo da perseguire. E che è possibile raggiungere anche lavorando tra i banchi di scuola.

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