Il Governo non si fida di Marino: dai rifiuti alla casa, sindaco affiancato da Gabrielli

E' quanto spiegato dal ministro Alfano al termine del Cdm su mafia capitale e Giubileo. "Il prefetto pianificherà insieme al sindaco il risanamento dei settori più compromessi". Deliberato anche lo scioglimento del decimo municipio

Il ministro dell'Interno Angelino Alfano, foto di repertorio - Infophoto

È un Campidoglio sotto 'tutela' quello che esce dal Consiglio dei ministri di oggi durante il quale sono state approvate le contromisure per il Comune di Roma in seguito all'avvio dell'inchiesta su mafia capitale e il piano per il Giubileo. Lo scioglimento è toccato 'solo' al decimo municipio, quello di Ostia, per il quale è stata nominata un'apposita commissione. Roma Capitale invece è salva ma il sindaco Ignazio Marino, rimasto oltreoceano per ferie nonostante le polemiche, verrà 'affiancato' dal prefetto di Roma Franco Gabrielli che lavorerà con lui “perché possa assicurare proposte e interventi per il risanamento dei settori oggetto” dello scandalo di mafia capitale. 

Il Governo salva il Campidoglio dunque ma, a distanza di otto mesi dall'avvio dell'inchiesta, è chiaro che Palazzo Chigi sia convinto che l'azione di pulizia avviata dal sindaco Marino sia insufficiente per un'amministrazione  profondamente compromessa dalle infiltrazioni di mafia capitale. “È indubbio che dalle risultanze della Commissione d'accesso emerga una situazione amministrativa della città di Roma caratterizzata da gravi vizi di legittimità e procedurali” ha spiegato il ministro dell'Interno Angelino Alfano nel corso della conferenza stampa dopo il Cdm. “La legge prevede la possibilità di un commissariamento per il quale non abbiamo ritenuto sussistere i presupposti” ha continuato. Poi ha spiegato: “Al tempo stesso auspichiamo un supporto amministrativo da parte del Viminale per correggere amministrativamente la rotta e per estirpare quegli elementi che possano continuare a rendere negativa la gestione amministrativa”. 

A Gabrielli quindi il compito di 'supportare' Marino e la sua squadra in un 'piano di risanamento' per i settori più colpiti dalle maggiori criticità. “Ho incarico il prefetto di Roma di pianificare con il sindaco il risanamento dei settori più compromessi dagli accertamenti” emersi nel corso dell'inchiesta su mafia capitale.

Tre dipartimenti comunali interessati e otto ambiti individuati: “Il verde pubblico e l'ambiente, l'emergenza abitativa, l'immigrazione e i campi nomadi, l'adozione o l'aggiornamento dei regolamenti di competenza dell'amministrazione comunale secondo i principi di imparzialità e buon andamento, specificatamente riguardo l'affidamento dei lavori dei servizi e forniture”. Il Prefetto si preoccuperà anche di affidamenti e contratti. Nell'elenco di Alfano ci sono anche “la revoca in autotutela degli affidamenti disposti in assenza di regolari procedure concorsuali”, l'aggiornamento “di un albo delle ditte fiduciarie per l'affidamento dei servizi e dei lavori in economia”, il monitoraggio della Centrale unica degli acquisti e “l'avvio delle procedure di annullamento delle determine dirigenziali”. E ancora: “L'implementazione del sistema dei controlli interni e l'avvio dei procedimenti di verifica e revisione dei contratti, compresi quelli di servizio con l'Ama S.p.A”.

Non solo, come annunciato da Alfano, delle contromisure potranno essere prese anche nei confronti di quei dirigenti e dipendenti comunali che, seppur non direttamente indagati, sono ritenuti un ostacolo a tale piano di risanamento. Lo prevede il comma 5 dell'articolo articolo 143 del Testo unico sull'ordinamento degli Enti locali “che riguarda la possibilità di applicare determinate misure, nei confronti di dirigenti e dipendenti comunali, qualora vi fossero gli elementi con un decreto ministeriale, quali la destinazione ad altro ufficio o ad altra mansione con contestuale avvio del procedimento disciplinare”.

Infine lo scioglimento del decimo municipio. Anche qui la linea dettata da Ignazio Marino è stata superata dal Governo. All'azione di risanamento dell'assessore alla Legalità Alfonso Sabella e della fedelissima del primo cittadino Silvia Decina, nominati 'delegati', Palazzo Chigi ha preferito una commissione prefettizia. Nessun affidamento a Sabella, quindi, come era stato prospettato nei mesi scorsi. “Abbiamo proposto una commissione per il Municipio X ed è composta dal prefetto Domenico Vulpiani, dal vice prefetto Rosalba Scialla e dal dottor Maurizio Alicandro” ha spiegato Alfano. La decisione di sciogliere il municipio di Ostia, aggiunge Alfano, ha tenuto conto degli elementi della relazione del prefetto Gabrielli. 

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