Governo su mafia e Giubileo, Marino soddisfatto. Sel polemica: "E' un commissariamento"

Da sindaco e vice commenti positivi sulla decisione del Cdm. Da Sel, Radicali, M5S fino alle opposizioni di centrodestra però una valanga di critiche: "In base a che norma si attribuiscono al prefetto poteri di indirizzo"

Foto Infophoto

Si è detto “soddisfatto” il sindaco Ignazio Marino, ancora in ferie oltreoceano nonostante le polemiche, “per le decisioni importanti, attese e positive che arrivano oggi dal Governo” scrive in una nota di commento alle decisioni su mafia capitale e Giubileo decise oggi dal Consiglio dei ministri. “Per prima cosa si è tolta dal tavolo l’ipotesi dello scioglimento del Campidoglio e si è chiarito che le infiltrazioni mafiose che hanno inquinato l’amministrazione durante la consiliatura di Alemanno hanno incontrato un muro di discontinuità con la mia giunta”. Poi sulla decisione del ministro dell'Interno Angelino Alfano di affiancargli il prefetto Gabrielli commenta: “Abbiamo avviato il risanamento e lo proseguiremo fino in fondo, in stretta collaborazione col prefetto Franco Gabrielli, una collaborazione seria e leale, già in atto da mesi e allacciata fin dall’inizio del suo mandato”.

GIUBILEO - Positivo anche il commento alle misure stabilite per il Giubileo. “Il Consiglio dei Ministri di oggi permette a Roma di affrontare con nuovi strumenti amministrativi la sfida e le opportunità straordinarie” offerta dal Giubileo. In particolare “mi hanno fatto piacere le parole del sottosegretario De Vincenti che ci danno la certezza che Roma e l’Italia sono in grado di affrontare questo impegno”. Anche sul Giubileo, Gabrielli avrà un ruolo fondamentale: quello di fare da raccordo tra il Campidoglio e la Regione. Un ruolo simile, ha precisato De Vincenti, a quello del Prefetto Sala per l'Expo milanese. Marino spazza il campo alle polemiche: “Un commissariamento di fatto del Campidoglio non è mai esistito”. 

VICESINDACO - A sostegno del sindaco anche le parole del suo vice con delega al Bilancio, Marco Causi, vero deus ex machina dei rapporti con il Governo e reggente del Campidoglio fino al ritorno del primo cittadino. “Con i provvedimenti adottati il Governo ha posto così le basi per un forte e vigoroso rilancio dell'azione amministrativa” ha commentato. “Ciò si concretizza in primo luogo con l'importante pacchetto di provvedimenti amministrativi in materia di realizzazione del piano organico di interventi per il Giubileo” prosegue la nota di Causi. “Grazie a queste decisioni il Comune potrà, pur rimanendo le attività connesse al Giubileo ancorate alla gestione ordinaria e alla compatibilità finanziaria del piano di rientro, accelerare i tempi per l'avvio dei lavori relativi ai cantieri di manutenzione necessari per attrezzare la città all'accoglienza di milioni di visitatori”. 

SEL - Alla soddisfazione dell'esecutivo di Marino però non sono mancate le polemiche. Non solo dell'opposizione di centrodestra ma anche da Sinistra ecologia e libertà che, dopo le dimissioni dell'ex vicesindaco vendoliano Luigi Nieri, è rimasta in 'appoggio esterno' alla maggioranza di centrosinistra. “Niente di nuovo sotto il sole. Di fatto, una poderosa indagine che ha avuto meriti storici nella lotta alla mafia, viene utilizzata per la presa politica di Roma da parte del Governo delle larghe intese” il commento di  Gianluca Peciola, capogruppo Sel in Campidoglio che parla di “commissariamento politico”. Sulla stessa linea anche  Paolo Cento, segretario Sel Roma che considera l'affiancamento di Gabrielli come un “commissariamento di fatto”. Critico anche il Riccardo Magi, presidente di Radicali Italiani e consigliere comunale di maggioranza che su Twitter scrive:  “Alfano spieghi in base a che norma attribuisce a prefetto poteri di indirizzo senza commissariamento”. 

M5S - A parlare di “autentico colpo di mano nei confronti della legge” sono invece i parlamentari e i consiglieri capitolini del Movimento cinque stelle. “E' evidente che attribuire poteri straordinari al prefetto Gabrielli rappresenta una scomunica ufficiale per Ignazio Marino, che apre la strada ad un commissariamento velato, in deroga alle stesse disposizioni previste dal Testo unico enti locali (Tuel)”. Per i pentastellati “Renzi ha paura del voto ma il solo modo di ripristinare la legalità a Roma è tornare alle urne”. 

OPPOSIZIONE Molte le voci critiche tra i ranghi dell'opposizione.  "Il sindaco Marino, è esautorato ormai di ogni potere sia per l'Anno santo sia per la gestione della città” scrive Dario Rossin, vice capogruppo Forza Italia in Campidoglio. “A questo punto Marino resti pure ai Caraibi, di lui non c'è alcun bisogno. Da lí potrà scrivere l'unica opera che tutti attendiamo, la lettera di dimissioni”. Rilanciano  in una nota congiunta gli esponenti di Fdi-An, Fabrizio Ghera capogruppo capitolino e Andrea De Priamo portavoce romano: "Dal Consiglio dei Ministri di stamane ne esce una soluzione pasticciata ed ipocrita, frutto della paura di andare a votare di Renzi e dell'insistenza di Marino a non dimettersi. Una soluzione peraltro non chiara dal punto di vista normativo”. Concludono: “La riunione di oggi è stata semplicemente una farsa”.

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