Governo giallorosso, il Pd: "Ora discontinuità anche a Roma". Venerdì l'incontro con Raggi

Sinistra e M5s a braccetto a palazzo Chigi. Il capogruppo Pelonzi: "La nostra resta bocciatura alla giunta". Ma le prove di dialogo sono in corso anche nella Capitale

"Vogliamo fare la nostra parte per dare anche a Roma una decisa discontinuità programmatica, e per far sì che la nostra città diventi una priorità per il nuovo esecutivo". Parlano gli esponenti del partito democratico, pronti a calarsi nella nuova parte e a farlo non soltanto a palazzo Chigi. Nelle ore in cui il premier Giuseppe Conte scioglie la riserva sulla squadra di ministri che si prepara a guidare il nuovo governo giallorosso, il Pd romano sogna un cambio di rotta anche per la Capitale. "Avvieremo un tavolo di confronto con il segretario Zingaretti per sottoporre agli esponenti Pd di governo quelle che sono le nostre priorità per la città" spiega a RomaToday il capogruppo dem in Consiglio comunale Giulio Pelonzi, nelle inedite vesti di pontiere con la fetta di sinistra della maggioranza. 

Quasi un mini programma per Roma quindi, che a stretto giro finirà anche sul tavolo di Virginia Raggi. Perché se è certo prematuro parlare di nuovi assi tra le due forze politiche a livello locale, le prove di dialogo sull'onda del patto stretto a palazzo Chigi sono in corso anche all'ombra del Marc'Aurelio. Venerdì alle 19 i democratici capitolini incontreranno Raggi e il capogruppo del M5s Giuliano Pacetti. Bocche cucite sui contenuti che verranno portati sul tavolo. "Andremo innanzitutto ad ascoltare" taglia corto Pelonzi, pur sapendo già, almeno a grandi linee, quali saranno i contenuti del colloquio.

Gli incontri con le opposizioni

La sindaca lo interpellerà sulla presenza di temi su cui sia possibile eventualmente unire le forze. Si sa, perché è quello che ha già chiesto anche a Fratelli d'Italia, e che chiederà anche alla Lega. Il dialogo infatti è ufficialmente aperto con tutti i gruppi di opposizione e gli incontri stanno avvenendo in questi giorni con tutti i capigruppo. Ieri è toccato a Fratelli d'Italia. "Che il sindaco si confronti con le minoranze dovrebbe essere la normalità" commenta il capogruppo Andrea De Priamo. Detto ciò, "le posizioni del Campidoglio sono appiattite a sinistra. Possiamo però certamente discutere su argomenti come la riforma di Roma Capitale, che necessita di una consapevolezza comune"

Venerdì il faccia a faccia col Partito democratico

I riflettori però, inutile nasconderlo, sono tutti puntati sul faccia a faccia con il Partito democratico, in programma per dopodomani. Da un lato nessuno indietreggia di un passo rispetto alle critiche avanzate a Raggi nei tre anni di amministrazione. "La nostra resta una bocciatura della giunta, un disastro" commenta Pelonzi, pronto a difendersi se qualcuno dovesse gridare allo scandalo rispetto a un cambio di rotta troppo repentino. Certo, con il Pd a palazzo Chigi, si presenta l'inedita occasione di indirizzare l'azione di governo sul territorio. "Dal piano casa alla ripresa degli investimenti nelle periferie, questo governo potrà fare molto per Roma" spiega ancora il capogruppo dem. Che ci tiene comunque a precisare: "Il disastro lo ha fatto questa giunta, ma anche il governo giallo verde a trazione leghista, con Salvini che ha danneggiato Roma usandola come suo personale palcoscenico"

Roma nel programma di governo

Insomma, l'asse M5s-Pd promette cambiamenti importanti anche per l'Urbe. Il primo è già stato messo per iscritto al punto 20 dei 29 elencati nell'accordo di governo. "È necessario rivedere il testo unico per gli enti locali, introducendo un'Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile delle città, delle città metropolitane, di Roma capitale". Rimettere le mani sul Tuel, il Testo unico che disciplina l'ordinamento dei comuni d'Italia, suona come passo seppur timido per l'attuazione di quella riforma che consegni finalmente alla città poteri speciali e maggiore autonomia. "E' certamente un buon segnale che venga citato il Tuel" commenta Pelonzi. Un cambio rispetto alla prima formulazione del programma che parlava genericamente di rendere Roma "sempre più attraente per i visitatori e sempre più vivibile e sostenibile per i residenti". Resta comunque una formula più stringata rispetto a quella del precedente esecutivo gialloverde. L'allora contratto di governo dedicava tre righe alla Città Eterna, recitando così: "Si intende rilanciare anche il disegno attuativo delle disposizioni costituzionali su Roma Capitale (art. 114 Cost.) con legge dello Stato. Verrà in tale modo sancito un nuovo Patto tra la Repubblica e la sua Capitale, restituendole nuova e definitiva dignità". 


 

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