Luci a led, la Soprintendenza blocca il piano: "Non siamo stati consultati"

La lettera della soprintendente Margherita Eichberg indirizzata alle autorità capitoline e ad Acea. Il piano di sostituzione dell'illuminazione è tutto da rifare

La Soprintendenza frena e il Campidoglio annuncia un tavolo di concertazione. Sulle luci bianche a led che stanno invadendo la città qualcosa sembra muoversi. Più sostenibili sì ma gelide, fredde, inadatte a illuminare le bellezze paesaggistiche della Capitale, le nuove lampadine (osteggiate dai cittadini, politici di opposizioni, esperti, con proteste e petizioni) arrivano all'attenzione della Soprintendente Margherita Eichberg, che a quanto pare nessuno aveva interpretato. 

"La materia luce-corpi illuminanti va definita in accordo con la Soprintendenza, come fatto di recente per il piano degli impianti pubblicitari e per l’arredo urbano. Si resta pertanto in attesa di esaminare nei dettagli l’intero piano, manifestando la massima disponibilità a collaborare con l’obiettivo di ridurre i tempi, ma ribadendo la necessità di ridiscutere le scelte operate sulla base di uno studio storico critico". Così in una lettera inviata alle autorità capitoline e all'Acea, nonché agli uffici ministeriali investiti delle competenze a tutela del paesaggio e del centro storico.

Sono infatti beni culturali "le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico" e "le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico". E pertanto l'ente del Mibact avrebbe dovuto essere consultato. Passaggio che invece è stato saltato. L'intero piano dunque è da rivedere. "Non si può condividere la posizione espressa nella riunione dalla soc. ACEA, che – dopo aver ammesso la fornitura a piè d’opera di 220 mila corpi illuminanti destinati a sostituire gli esistenti - si è detta disponibile a ridiscutere solo le sospensioni della città storica, dei soli municipi I e II. Nè si può assentire la semplice concessione di ACEA di rimettere i vetri dove tolti da lampade che li prevedono e li avevano".

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Sul punto è intervenuto anche il neo assessore all'Urbanistica, Luca Montuori, che prima di tutto smarca la giunta Raggi da ogni responsabilità. "Sul piano led si sta facendo un po' di confusione. Parliamo di un progetto del 2015 che oggi Acea sta attuando". Detto ciò, "ritenendo fondamentale la realizzazione del progetto nel pieno rispetto dei principi di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico dettati dalla normativa europea e nazionale, ma volendo rispettare la specificità dei luoghi, abbiamo avviato un tavolo dove sono presenti tutti gli attori e le competenze migliori per la sua realizzazione anche studiando accorgimenti per adottare la variazione di colore della luce che più si adatta ai diversi spazi pubblici". Poi la precisazione. "Non è prevista alcuna modifica delle lanterne storiche. L'impegno dell'amministrazione è realizzare il progetto al meglio nell'interesse soprattutto della città e dei suoi cittadini". 

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