Il Comune non stacca la luce ma per Lucha y Siesta è buio profondo: il centro antiviolenza resta in vendita

Prorogato il distacco delle utenze dell'immobile occupato, il Campidoglio: "Al via percorso per presa in carico alternativa delle donne ospiti"

Lucha y Siesta in assemblea per azionariato popolare - foto Dire

Ore contate per Lucha y Siesta, il centro antiviolenza e casa rifugio su cui pende un’ordinanza di sfratto. Si perché lo stabile, di proprietà di Atac, prima sottostazione del tram Cecafumo e da oltre dieci anni “casa” per donne vittime di violenza e minori, è finito nel concordato preventivo con cui l'amministrazione Raggi vuole risanare il debito dell'azienda. 

Lucha Y Siesta: il centro antiviolenza in vendita

Una vendita che significherebbe però la fine di un’esperienza virtuosa, quella del rifugio per donne che vogliono uscire dalla violenza più grande di Roma e della regione Lazio: un esempio di welfare dal basso in grado di sopperire alle mancanze del pubblico. 

Da qui la battaglia delle operatrici e delle realtà sociali di tutta la città per salvare la casa delle donne: oltre al mailbombing verso Atac, la mobilitazione diffusa e permanente, anche l’idea di un azionariato popolare per rilevare l’edificio e scongiurare così la chiusura di Lucha y Siesta, “un modello di cittadinanza attiva che va ben oltre la missione antiviolenza” – hanno sempre sostenuto le attiviste.

"Assistere le donne vittime di violenza non significa solo fornire un letto per loro e per i loro bambini, come farebbe il Comune di Roma, ma offrire loro sostegno psicologico, legale e culturale” – sottolineano da Lucha y Siesta respingendo le alternative promesse da Roma Capitale.

Li nessuno vuole abbandonare quello stabile, un ex deposito abbandonato occupato nel 2008, che nel corso dell’ultimo decennio ha rappresentato un’ancora di salvezza e un punto di ripartenza per molte. 

Lucha Y Siesta: prorogato il distacco delle utenze

Dal Comune intanto è arrivata la proroga del distacco delle utenze per il civico 10 di via Lucio Sestio: da domenica 15 settembre infatti Lucha y Siesta rischiava di rimanere senza luce

Una boccata d’aria che però non scaccia lo spettro dello sgombero. “La proroga risulta in linea con i tempi di vendita dell’immobile, come previsto dal concordato fallimentare di Atac” – fa sapere il Campidoglio. Lucha Y Siesta dunque si vende. 

A conferma la ricerca di un confronto sulle alternative per le donne ospiti e i loro bambini. “Nel corso della prossima settimana l’Amministrazione capitolina intende incontrare le attiviste della Casa delle Donne Lucha Y Siesta e le donne vittime di violenza ospitate nella struttura per entrare nel vivo del percorso finalizzato a una presa in carico alternativa che – scrive il Comune - sia rispettosa delle loro storie e dei loro bisogni”. 

Le utenze restano, ma per Lucha Y Siesta è buio profondo. 
 

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