Locanda dei Girasoli: 123mila firme per salvare l'attività. Resta in silenzio il Campidoglio

Per salvare il ristorante serve una sede più centrale. La richiesta è stata ribadita anche in una raccolta firme: "Entusiasmante la reazione della società civile, ma nessuna risposta dalle istituzioni"

Resta intecerto il destino degli 11 ragazzi con disabilità intellettiva che lavorano nella Locanda dei Girasoli. A fine novembre, il consorzio che gestisce il ristorante del Quadraro, aveva chiesto alle istituzioni d'individuare una sede più centrale. Stessa richiesta era stata avanzata, tramite una raccolta firme, da un genitore. Oggi quella petizione ha superato le 123mila sottoscrizioni.

Qui il link per firmare la petizione

La richiesta: una sede più centrale

L'idea di lanciare una raccolta firme è stata di Carlo Tagliabue, il papà di Anna, una delle persone con sindrome di down che è impiegata nel ristorante. La struttura, ricorda il genitore, "rischia di chiudere e abbiamo necessità di spostarci in un posto più centrale. Nonostante siano venute tutte le istituzioni a trovarci nessuno ci ha dato ancora un riscontro". Tra gli ospiti del ristornate di via dei Sulpici 117h, anche personaggi dello spettacolo. Tra i tavoli della Locanda si sono infatti visti Paolo Ruffini, Flavio Insinna, Maria Grazia Cucinotta. "Ma questo non basta – ha osservato il signor Tagliabue – abbiamo bisogno di risposte dal Comune di Roma".

Nessuna risposta dalle istituzioni

Appena un mese fa, ricorda il papà di Anna, "abbiamo chiesto alle istituzioni ed ai cittadini di salvare questo progetto aiutandoci a cercare una nuova sede piu' idonea. La risposta della società civile è stata entusiasmante, abbiamo avuto molte dimostrazioni di solidarietà che ci hanno fatto sentire meno isolati. Non abbiamo invece avuto risposte dalle istituzioni, nonostante gli impegni presi sui media ed in televisione". Ad inizio dicembre la Sindaca, intervendo nella trasmissione Portobello, aveva infatti dichiarato "il proprio impegno" a trovare una soluzione per il ristorante

Un modello apprezzato a livello internazionale

Quello che il papà di Anna, e con lui altri 123mila romani stanno chiedendo, è "di dare  continuità  ad un modello di inserimento lavorativo che è divenuto oggetto di studio da parte dell'associazionismo di altri Paesi e che da 20 anni rappresenta per Roma soggetto di grande rilevanza sociale". Per riuscirvi serve una sede meno periferica dell'attuale, in modo che possa garantire un flusso costante di clienti. Il problema principale del ristorante, come in altre occasioni sottolineato, è riempire i tavoli anche durante la settimana. Un risultato che, in forza di una maggioren visibilità, potrebbe essere garantito.

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Un'esperienza da incentivare

"Chiediamo alla Sindaca e all'assessore Cafarotti di accogliere l'appello dei ragazzi della Locanda dei Girasoli di scongiurare con ogni mezzo la sua chiusura – scrive in una nota il gruppo PD del Campidoglio - Stiamo parlando di una realtà preziosa per il territorio per la sua finalità sociale, un ristorante apprezzato dal quartiere per la sua cordialità, che assicura un posto di lavoro a giovani con disabilità, offrendogli in questo modo un’opportunità unica di integrazione ed autonomia. Esperienze del genere dovrebbero essere non solo salvaguardate ma incentivate e replicate su larga scala".

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