Olimpiadi, gli azzurri alla sindaca: "Non spenga il sogno"

Due lettere a Virginia Raggi, la prima firmata dagli atleti che hanno vinto medaglie a Rio, la seconda del campione Niccolò Campriani

Medaglie a Rio (Foto Ansa)

"Cara sindaca, saremo felici di poter gareggiare ora, insieme, per conquistare un sogno, una speranza: Roma 2024". Gli azzurri di Rio firmano una lettera indirizzata a Virginia Raggi, per convincerla a sostenere la candidatura ai Giochi Olimpici del 2024. Con loro, firmatario di un'altra missiva, anche Niccolò Campriani, tre volte campione olimpico.

"Questo Paese ha bisogno di intendere il reale valore della speranza - ha scritto a Raggi - i giovani hanno necessità di vivere delle opportunità prima ancora di sconfitte o vittorie. Questo è un Paese che ha fatto molti errori, tuttavia da sportivo non riuscirei mai a superare i miei limiti se non accettassi prima la loro esistenza e poi la possibilità che vengano superati con impegno, fatica e sacrificio"

COME LONDRA 2012 - Campriani ricorda poi "come edizioni diverse dei Giochi" abbiano avuto "differenti effetti sulla vita sociale della nazione ospitante". E porta a esempio le Olimpiadi di Londra 2012. "Ho ancora negli occhi le centinaia di famiglie che si riunivano ogni sabato mattina nello spazio verde di Encliffe Park per correre insieme la 5 km settimanale. Ciascun partecipante veniva munito di un braccialetto magnetico per registrare automaticamente il tempo totale. Ognuno poteva monitorare il proprio trend di miglioramento sul sito del Comune e collezionava orgogliosamente le magliette celebrative consegnate in omaggio al traguardo della decima, cinquantesima o centesima corsa". 

Così "Londra 2012 è stato soprattutto il veicolo per portare lo sport nelle scuole primarie e secondarie inglesi: le attività sportive sono state integrate con i programmi accademici in modo serio e armonioso. L’eclatante risultato della Gran Bretagna nel medagliere di Rio è solo uno degli effetti collaterali di questa trasformazione culturale il cui valore non si misura nel numero di ori ma nell’impatto tangibile sul welfare di una società più dinamica. Ci dia la possibilità di assumerci da giovani atleti e buoni cittadini le responsabilità che la passione e i sogni ci hanno attribuito".

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