La Lega assedia il Campidoglio e blocca il Salva Roma: "Raggi non ha controllo della città"

Salvini dice 'no' alla norma che potrebbe trovare soluzione a debito storico della Capitale. Replica il M5s: "E' speculazione elettorale". Critico il centrodestra: "E' porcata sulla pelle dei romani"

Dalle aspre critiche per le condizioni della città descritta come sommersa di "rifiuti, topi e gabbiani" oltre che vessata dai disservizi come le stazioni della metro chiuse, alla richiesta delle dimissioni della Sindaca Raggi dopo le registrazioni consegnate alla Procura dall'ex numero uno di Ama, Lorenzo Bagnacani, in cui la prima cittadina chiedeva di modificare il bilancio della Municipalizzata che con lo storno dei 18milioni di euro per i sevizi cimiteriali, quelli che il Comune non ha mai voluto riconoscere ad Ama, avrebbe dovuto chiudere in rosso. 

La Lega assedia il Campidoglio

La Lega assedia il Campidoglio e lo fa non sul terreno delle inchieste ma su quello pratico legato all'amministrazione della città. 

Negli audio, resi noti da L'Espresso, Raggi dipinge una Capitale ben lontana dalla narrazione grillina: "I romani oggi si affacciano e vedono la merda“, la città "è praticamente fuori controllo" - dice la Sindaca. 

L'affondo di Salvini: "Raggi inadeguata a fare sindaco"

Musica per le orecchie della Lega che punta dritta al Campidoglio.

"Virginia Raggi non è più adeguata a fare il sindaco di Roma non per eventuali illegalità. Però se il sindaco della città più importante d'Italia dice 'i romani vedono la merda' e 'la città è fuori controllo' è un giudizio politico il mio, non sei in grado di fare il sindaco" - l'affondo di Matteo Salvini

"Una sceneggiata mediatica" - secondo l'alleato di governo del M5s, Luigi Di Maio, che, nonostante qualche imbarazzo, va avanti nella difesa d'ufficio della Sindaca rivendicando l'importanza della legalità e della questione morale all'interno del Movimento. Chi si dovrebbe dimettere, per i grillini, è infatti il sottosegretario ai Trasporti della Lega, Armando Siri, indagato per corruzione per una presunta tangente da 30.000 euro. 

Raggi e gli audio nell'inchiesta Ama: così la sindaca ha chiesto di cambiare il bilancio. La Lega: "Deve dimettersi" 

La Lega blocca il Salva Roma

Ma è la Capitale ad agitare Palazzo Chigi con il 'Salva Roma' nuovo terreno di scontro all'interno del governo gialloverde. Salvini ha infatti dichiarato tutta la sua contrarietà ad inserire la norma nel decreto Crescita. Il provvedimento è quello che dovrebbe trovare una soluzione al debito storico della Capitale accollando una parte delle passività direttamente allo Stato attraverso la rimodulazione di alcuni prestiti. 

Un testo che la Lega si rifiuta di votare, inchiodando di fatto Roma al suo debito di 12 miliardi di euro. Un macigno per chi, come i grillini, aveva già annunciato la "luce alla fine del tunnel" e la fine della gestione commissariale. 

"Non esistono comuni di serie A e comuni di serie B. Ci sono tanti Comuni in Italia in difficoltà, non si può fare un regalo a qualcuno e ad altri no" - ha detto Salvini. "Se vogliamo aiutare i Comuni, sarò il primo a farlo. Ma se c’è un intervento per aiutare un solo Comune, no", anche perchè ha aggiunto "mi spaventa un sindaco che dice di non avere il controllo della città". 

 "Il 'Salva Roma' non ci convince perché il sindaco non ha dato alcuna reale prospettiva di sviluppo della città. Il governo è disposto ad aiutare Roma, la Lega in primis, ma il problema vero è che in tre anni il M5S non ha offerto alcuna visione della città, è tutto peggiorato. E la Raggi non è in grado di amministrare" - rincara la dose il capogruppo della Lega in Campidoglio Maurizio Politi.

Il M5s: "Da Roma ladrona a conti in ordine"

Repentina la replica dagli scranni pentastellati. "La Lega vuole stoppare il 'Salva-Italia' e regalare 2,5 miliardi di euro alle banche pur di attaccare Roma e il M5S. Ha gettato la maschera. Grazie all'amministrazione Raggi e del M5S abbiamo trasformato 'Roma ladrona' in una citta' che tiene finalmente i conti in ordine. Ma si vede che a loro non interessano i conti in ordine, ma solo fare polemica per speculare sulle elezioni" - ha replicato in una nota il capogruppo M5S in Campidoglio, Giuliano Pacetti.

A fargli eco anche l'assessore al Personale e ai Servizi Anagrafici di Roma, Antonio De Santis. "Altro che 'prima gli italiani'. Chi blocca il 'salva-Italia', fa un regalo di 2,5 miliardi di euro alle banche e punisce tutti gli italiani. La Lega Nord è in chiara difficoltà e torna alle origini: tra un po' vedremo Salvini che rimette le felpe in armadio e torna a indossare l'elmo celtico con le corna". 

Il Pd invoca le dimissioni di Raggi e Salvini

"Mai con Raggi, mai con Salvini. La Sindaca e il Ministro invece di occuparsi dei problemi dei cittadini continuano ogni giorno di più a dar vita ad una ignobile pagliacciata sulla pelle dei romani. Chi vuole il bene di Roma a entrambi può chiedere una sola cosa: dimissioni subito!" - il grido del Pd con il segretario romano, Andrea Casu.

Le critiche del centrodestra alla Lega

Piovono critiche alla Lega anche dal centrodestra. "Quella di Salvini è una porcata. Roma non è uguale agli altri comuni. Forse le sue sono solo minacce per sollevare un polverone e per continuare questa sceneggiata con la Raggi. Basta trattare Roma come preda e bottino elettorale per acchiappare voti alle europee" - ha ammonito il senatore di Forza Italia, Francesco Giro

"Sbaglia la Lega a confondere l'incapacità del sindaco di Roma Raggi con i bisogni concreti della Capitale. L'incompetenza del sindaco Cinquestelle non può essere usata come ennesimo alibi per non affrontare i problemi strutturali della Città Eterna. Chi ama Roma sa bene che la Capitale d'Italia non può essere trattata come un piccolo Comune ma che merita lo stesso status riconosciuto alle altri Capitali. È arrivato il momento di affrontare una volta per tutte la riforma di Roma Capitale, dei poteri e delle risorse che le spettano. Questo tema - ha detto Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia - sarà il vero banco di prova per tutti coloro che aspirano a governare in Campidoglio".

E la poltrona di Palazzo Senatorio, nel fuoco incrociato tra Lega e M5s, fa gola a tanti. 
 

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