Balduina, il Pd interroga la sindaca sul cantiere del crollo: "Si sta costruendo un piano in più?"

La denuncia è scattata dal presidente della commissione Trasparenza del XIV municipio Julian Colabello. La società di costruzione: "E' tutto regolare"

Il lavori in corso al cantiere di via Lattanzio

Dall’accesso agli atti a un’interrogazione parlamentare. Il Pd romano a tutti i livelli accende i riflettori sul cantiere tra via Andronico e via Lattanzio, alla Balduina, dove il 14 febbraio del 2018 è crollata la strada inghiottendo alcune auto. Il cantiere in questione riguarda un progetto di ‘sostituzione edilizia’ in base al piano casa della Regione con la demolizione, scattata nell’ottobre del 2017, dell’ex istituto religioso di Santa Maria degli Angeli, per fare posto alla ‘ricostruzione’ di tre edifici residenziali. “Rispetto ai progetti originari sembra sia in corso la realizzazione di un piano in più”, la denuncia di Julian Colabello, consigliere Pd e presidente della commissione Trasparenza del XIV municipio. “Ho scritto agli uffici comunali e municipali per intimargli di fare tutte le verifiche. Il Comitato Crollo alla Balduina, che per primo ha segnalato la situazione, è ormai un mese che protesta”, si legge in una nota. 

Nella segnalazione con richiesta urgente di accesso agli atti che Colabello ha avanzato il 5 agosto scorso, tra gli altri, all'assessore ai Lavori Pubblici del XIV municipio, Michele Menna, al comandante della polizia locale del gruppo di Monte Mario e alla sindaca Virginia Raggi si legge che il dipartimento Programmazione e attuazione urbanistica con una nota del 30 gennaio del 2019 “ha dato parere negativo alla variante del permesso a costruire”. La società titolare del cantiere chiedeva di poter modificare il permesso già ottenuto nel 2017 ai sensi del piano casa e di poter procedere, si legge nella determinazione dirigenziale, con la “sopraelevazione di un piano a destinazione residenziale per i tre edifici” usufruendo del premio di cubatura previsto dalla legge regionale sulla rigenerazione urbana.

Scrive ancora Colabello: il 1 agosto è stato apposto un "nuovo cartello di cantiere indicante accanto al permesso a costruire due Scia (la segnalazione di inizio attività, ndr)”, con la prima che porta la data del 1 febbraio 2018 e la seconda del 20 giugno 2019. Spiega Colabello a Romatoday: “Ho avanzato richiesta di accesso agli atti per capire cosa sta accadendo. Sono 4 giorni che avanziamo esposti e pec e non ho ancora ricevuto risposte”. Non solo. La denuncia riguarda anche le condizioni della strada “rimasta chiusa dopo il crollo e non si conoscono i tempi di riapertura”. Il tutto, “nonostante avevamo ottenuto rassicurazioni da parte dell’assessore ai Lavori pubblici e urbanistica del municipio che entro i primi 10 giorni di giugno sarebbero partiti i lavori”. 

Secondo la società Ecolattanzio srl non c’è alcuna irregolarità: “Stiamo realizzando cinque piani fuori terra più un attico, che è ciò che ci viene permesso dalla concessione edilizia richiesta ai sensi della legge sulla rigenerazione urbana”, spiega a Romatoday Luca Ceri, amministratore della società. In merito al diniego del dipartimento Urbanistica del gennaio del 2019 chiarisce: “Il Tar ci ha dato torto ma Consiglio di Stato ha sospeso questa sentenza e il relativo diniego degli uffici comunali. Non è entrato nel merito ma ha chiesto al tribunale regionale di convocare una nuova udienza. Ad oggi quindi il diniego del Comune è sospeso. Abbiamo così presentato una nuova Scia (segnalazione di inizio attività, ndr) nella quale abbiamo indicato il cambiamento della volumetria. Siamo convinti che il Consiglio di Stato ci darà ragione”.

Se non sarà così? “Siamo pronti a rinunciare a parte della cubatura seminterrata e a rispettare le quantità complessive previste dalle autorizzazioni. Voglio precisare che, anche con il piano in più, verranno rispettate le altezze previste dalle norme urbanistiche che in ogni caso sono più basse dei palazzi circostanti. Ricordo anche che il piano casa ci aveva permesso un cambio di destinazione d’uso e di sagoma ma non un premio di cubatura. Abbiamo già venduto molte delle abitazioni in via di realizzazione. Gli acquirenti sono tutti del quartiere che è molto contento di questa nuova costruzione. Si tratta di un bel progetto, con una piscina e con orti urbani”. 

Ieri intanto il Pd ha annunciato battaglia. Il Pd capitolino ha avanzato un’interrogazione urgente alla sindaca Virginia Raggi. Ha spiegato il capogruppo in Campidoglio, Giulio Pelonzi: “Quello che sta accadendo a un anno e mezzo dal crollo ha dell'incredibile. Non solo la strada rimane chiusa dal giorno del crollo, non solo la strada chiusa è usata come area cantiere per le palazzine, ma ora è in realizzazione anche un piano in più nonostante il Pau avesse dato parere negativo. Chi controlla questo cantiere? Quali interessi ci sono dietro? Cosa sta facendo il Municipio e il Comune?”. 

Ad annunciare un’interrogazione urgente “per sapere se risponde al vero che si sta realizzando un nuovo piano delle palazzine in costruzione in via Andronico” anche il deputato del Partito democratico, Michele Anzaldi. “Il crollo avvenne proprio nell'area che interessava e ancora interessa il cantiere e solo per un fortuito caso non provocò vittime. A distanza di tutti questi mesi, nonostante le roboanti promesse della sindaca Raggi di voler fare al più presto chiarezza sull'accaduto, ancora non è stata individuata alcuna responsabilità”. 

Aggiunge Claudia Daconto, componente della segreteria del Pd Roma e del direttivo dei dem del XIV municipio: "Le promesse della sindaca Raggi su una rapida individuazione delle responsabilità sono rimaste lettera morta. In compenso sull'area si continuano a costruire palazzine, addirittura con un piano in più rispetto al previsto, con una ditta che, ancor prima di pagare danni, disagi e disservizi, investe altri denari per variare il progetto iniziale. Mentre i residenti della zona sono ancora ostaggio di strade chiuse e innumerevoli disagi. Uno schiaffo in faccia ai cittadini e alla tanto sbandierata trasparenza”. 

Con una nota di risposta indirizzata al presidente della commissione municipale Trasparenza Colabello, che porta la data di oggi 6 agosto, l'assessore ai Lavori Pubblici Menna spiega: "Il giorno 30 luglio 2019 è stato svolto un sopralluogo congiunto tra la direzione tecnica del XIV municipio, il dipartimento Pau e la polizia locale. Dal confronto dei documenti a disposizione degli organi competenti scaturiranno gli opportuni provvedimenti qualora si dovessero riscontrare irregolarità”.

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