Da marzo in attesa della cassa integrazione, protestano lavoratori di treni e stazioni: “Mille persone dimenticate”

Il presidio sotto la sede Inps di via Ciro il Grande: "Situazione alienante, famiglie non sanno come andare avanti"

Da marzo in attesa della cassa integrazione: sono oltre mille i lavoratori delle ditte degli appalti ferroviari che da tre mesi vivono senza reddito. L’emergenza Coronavirus, oltre agli aeroporti, dove a soffrire sono i dipendenti delle società di handling ma soprattutto gli stagionali, ha ridotto l’operatività anche di treni e stazioni ferroviarie così addetti alle pulizie, ristorazione e accompagnamento notte sono rimasti senza reddito. 

La protesta dei lavoratori degli appalti ferroviari

Solo la società Elior ha anticipato la cassa integrazione, per i lavoratori di altre ditte trascorsi tre mesi senza entrate la crisi si fa sentire forte e chiara. Dopo l’appello dei sindacati gli addetti a treni e stazioni hanno quindi deciso di manifestare sotto la sede dell’Inps. 

“Troppe famiglie sul territorio non sanno più come tirare avanti”- ha scritto in una nota Fabio Bonavigo, segretario regionale responsabile delle attività ferroviarie e servizi della Fit-Cisl. 

A Roma e nel Lazio nel Lazio sono tra 1.300 e 1600 gli addetti agli appalti ferroviari che, nonostante garantiscano elementi essenziali della qualità del servizio, sono spesso in balìa di cambi appalto con la continuità contrattuale ad essere un miraggio. Alla precarietà si sono aggiunti anche la pandemia economica da Covid e i ritardi nell’erogazione degli ammortizzatori sociali. Per le famiglie coinvolte un dramma. 

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Mille lavoratori senza cassa integrazione: “Famiglie non sanno come andare avanti”

“I lavoratori degli appalti ferroviari non sanno più a quali risorse attingere per andare avanti. Non soltanto queste persone devono fare i conti con una vita da ‘precari’, derivante dai cambi appalto e dall’inaccettabile logica del massimo ribasso, adesso si è aggiunta la situazione derivante dalla pandemia e un insostenibile ritardo nell’erogazione della cassa integrazione” - ha commentato Bonavigo dal sit in in via Ciro Il Grande. “Una situazione alienante, pretendiamo risposte rapide”. 

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