Emergenza lago di Bracciano, tutti contro Acea: "Riduca i prelievi d'acqua"

In Regione il primo incontro per affrontare il tema dei livelli del lago. Tra 2 settimane nuovo appuntamento: "Acea ha promesso soluzioni per la tutela del lago stesso"

L'emergenza lago di Bracciano approda in Regione. Si è svolto oggi presso gli Uffici Regionali della Direzione Ambiente e Sistemi Naturali un primo tavolo per capire come provare a tamponare l'abbassamento dei livelli idrici. Tra i più fermi gli amministratori del bacino sabatino che oltre a portare alla luce il problema del livello delle acque hanno chiesto un intervento immediato agli Enti preposti "visto l’avvicinarsi della stagione estiva che preoccupa i Comuni per l’ulteriore abbassamento del livello delle acque a causa delle calde temperature e le poche piogge".

Una situazione che il direttore del dipartimento, Vito Consoli, ha definito grave, mostrando piena disponibilità ai Comuni lacustri con interventi a breve, medio e lungo termine.

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Al tavolo anche Acea Ato 2, individuata da molti come responsabile dei livelli del lago. E proprio Acea è stata chiamata a fare un passo importante, diminuendo i prelievi delle acque del lago. "A tal proposito", scrivono gli amministratori in un comunicato congiunto "ACEA ATO 2, rendendosi conto della situazione, si è resa disponibile per un successivo incontro che si terrà il 13 marzo presso gli Uffici Regionali dove il Presidente di ACEA ATO 2 Paolo Saccani ha promesso di portare le prime soluzioni per intervenire nell’immediato a tutela del Lago stesso".

Sulla vicenda interviene anche il comitato di difesa del bacino lacuale di Bracciano e Martignano secondo il quale bisogna richiamare "alle loro responsabilità il Comune di Roma e la Città Metropolitana. A tutt’oggi, sembrano neanche accorgersi della gravissima emergenza della più importante risorsa idrica del loro territorio.  In particolare le responsabilità del Comune di Roma che delega inopinatamente alla società Acea anche gli aspetti decisionali più delicati del governo della risorsa acqua del comprensorio sabatino. E questa società, non essendo più, da tempo, una “municipalizzata”, bensì una S.p.a ., svolge, in piena autonomia, le proprie funzioni sulla base di interessi esclusivi in linea con i propri fini aziendali".

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Lo stesso comitato si dice pronto ad "un esposto-impugnativa al Ministero contro la convenzione-capestro che attribuisce alla Acea il potere di gestione dell’intero ciclo delle acque del territorio lacustre". Inoltre l'obiettivo è anche quello di "adire l'Autorità Nazionale delle acque con le stesse motivazioni sopra esposte, per richiedere un suo autorevole intervento per restituire alle popolazioni sabatine i loro diritti di cittadinanza e la loro dignità di autogoverno".

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