Ama, arriva il superpresidente: "Subito due impianti per il compostaggio anaerobico"

Presentato Ivan Strozzi che assume la carica di Amministratore delegato e presidente. Guadagnerà 134.000 euro. "Un passo in avanti verso il manager unico", ha detto il sindaco Marino

Ivan Strozzi: sarà amministratore delegato e presidente di Ama

Nel giorno in cui Roma e il Lazio vengono travolti dall'inchiesta rifiuti e dall'arresto di Manlio Cerroni, arriva la svolta per i vertici Ama. Ignazio Marino ha presentato il nuovo 'superpresidente' di Ama. Si tratta di Ivan Strozzi, 68enne manager laureato in chimica industriale, esperienza decennale in gestione dei rifiuti e tutela ambientale. Nel suo cv poltrone di prestigio in città come Torino, Padova, Parma e La Spezia. Strozzi assumerà la carica sia di Presidente che di Amministratore delegato. Ad affiancarlo due dipendenti del Comune di Roma che andranno con lui a comporre il nuovo Cda dell'azienda. Si tratta di Rita Caldarozzi e Carolina Cirillo. Il tutto in attesa  che l'aula Giulio Cesare approvi la delibera relativa all'amministratore unico nelle aziende pubblica.

Marino però parla già di Strozzi come amministratore unico: "Un presidente con la delega di amministratore delegato e un cda ridotto da cinque a tre membri è di fatto un passo verso l'amministratore unico per il quale abbiamo bisogno dell'approvazione della delibera in consiglio comunale e poi di un cambio degli statuti ma la direzione è quella". Il sindaco ha quindi ringraziato i capigruppo della maggioranza grazie al cui impegno si è riusciti a nominare una personalità di altissimo spessore.

"Io devo parlare poco, perché da me si attendono fatti e non parole" ha quindi esordito il neo 'superpresidente'. "Legalità e trasparenza" le stelle cometa della sua attività. Strozzi ha quindi definito la chiusura di Malagrotta "un fatto epocale, un cambiamento totale". L'obiettivo principale prefissato dal neo presidente è quello di risvegliare l'orgoglio di appartenenza aziendale dei lavoratori.

Da un punto di vista operativo l'idea principale è quella di aumentare il fatturato. Per farlo c'è la necessità di ritornare a "pianificare industrialmente in Ama". "Quando c'era una discarica come Malagrotta", spiega Strozzi, "tutte le problematiche si risolvevano perchè tutto andava lì senza pianificare industrialmente una cosa diversa dalla discarica. Roma ora non ha impianti per trattare la frazione umida e quindi ora Ama deve correre per costruire un paio di impianti anaerobici per trattarla".

COS'E' IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO ANAEROBICO - Si tratta di impianti che riciclano il rifiuto organico trasformandolo in fertilizzante naturale, utilizzando i gas residui per la produzione di energia elettrica.

E sull'incubo inceneritori è il sindaco Marino a prendere la parola anticipando il punto di vista del suo nuovo supermanager: "Noi non vogliamo nuovi inceneritori e termovalorizzatori nella nostra città. Vogliamo realizzare in fretta delle tecnologie che permettano la biodigestione". Per Strozzi "l treno degli inceneritori in Italia è terminato perché non si ragiona più pensando allo smaltimento del rifiuto come recupero di energia, bensì come recupero della materia". Non manca la promessa retorica sulla differenziata: "Credo che in 12/24 mesi Roma possa diventare se non una delle prime al mondo ma di sicuro la prima nel nostro Paese per la differenziata. L'Ama è un'azienda con grandissimo orgoglio e senso di appartenenza: dobbiamo risvegliare questo orgoglio per ricominciare a lavorare bene".

Per il suo nuovo incarico di presidente e amministratore delegato di Ama, Strozzi percepirà ogni anno circa 134.000 euro lordi. La cifra è data dallo stipendio (67.000 euro) più un'indennità di risultato di altri 67.000 euro. Si tratta, fanno notare dal Campidoglio, delle stesse cifre percepite in passato dai precedenti ad Franco Panzironi e Salvatore Cappello, che però potevano contare anche sullo stipendio da dirigente.

Strozzi è nato a Reggio Emilia il 15 giugno del 1946, laureato in Chimica industriale è stato responsabile del settore Igiene ambientale del Comune di Reggio Emilia nel 1796. Nel 1980 è stato nominato direttore tecnico della municipalizzata locale e nel 1984 presidente operativo della società Eco Emilia Romagna. Nel 1995 è diventato direttore generale dell'azienda municipalizzata Igiene ambientale di Torino (in un anno, è scritto sul curriculum, la raccolta differenziata è passata dal 2,5 al 12,4%) e successivamente ha ricoperto lo stesso ruolo all'azienda speciale della città di Padova nel 1997. Nel 2000 è tornato a Torino, all'azienda multiservizi Igiene ambientale, mentre nel 2006 è stato ad della Enia spa, società multiservizi nata dalla fusione delle aziende di Reggio Emilia, Parma e Piacenza per la vendita e distribuzione di gas, energia elettrica, teleriscaldamento, acqua ed ambiente. Infine, dal 2008 ha guidato l'Acam di La Spezia.

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