Ama, il superpresidente è indagato: "Dimissioni subito, prima che tramonti il sole"

Ivan Strozzi, nominato a capo del Cda della municipalizzata, da mesi senza Consiglio, è indagato per traffico illecito di rifiuti. Bufera dall'opposizione: "Il sindaco Marino revochi subito la nomina"

Neanche una settimana di 'superpresidenza' che sul nuovo manager di Ama scoppia la bufera. Ivan Strozzi, nominato a capo della municipalizzata come presidente e amministratore delegato, è indagato per traffico illecito di rifiuti. Un particolare sfuggito al vaglio dei curriculum per la selezione del nuovo Cda, metodo osannato dal primo cittadino in nome di merito e trasparenza. 

Il neo presidente è iscritto nel registro per fatti che risalgono al 2006, quando era amministratore delegato di Enia, l’azienda multiservizi che operava a Parma, Reggio Emilia e Piacenza, vincitrice con il consorzio Nebrodi Ambiente di una gara d'appalto in Sicilia. Gara durante la quale, per l'accusa, sarebbero stati commessi alcuni reati. 

Strozzi si è difeso: "Arrivai in Enia nel 2006 quando quelle partecipazioni erano già state avviate, non ho avuto alcun ruolo operativo nel contesto siciliano ed Enia aveva partecipazioni minoritarie". Ma ormai la bomba è stata innescata. L'opposizione chiede le immediate dimissioni del nuovo dirigente, la maggioranza attende spiegazioni da Marino. 

BELVISO - "Prima che il sole tramonti, il sindaco Ignazio Marino ha il dovere di revocare il contratto al nuovo presidente e amministratore delegato nominato ieri, in quanto risulta indagato per traffico di rifiuti. E ha parimenti il dovere di pretendere le dimissioni di colei che Strozzi ha fortemente e tenacemente voluto, l'assessore Estella Marino". Così Sveva Belviso, capogruppo del Nuovo Centro destra in consiglio.  

"Quanto sta avvenendo è incredibile, ma possibile che il sindaco prima di decidere le nomine non faccia nemmeno fare una ricerchina su google? Marino - prosegue - ha impostato e vinto l'intera campagna elettorale sulla trasparenza, e adesso va a pescare per un ruolo così delicato un personaggio indagato tra l'altro per un reato di specifica attinenza con l'incarico. Noi siamo e restiamo garantisti, ma loro siano coerenti con il giustizialismo che vanno declamando: e prendano atto che la situazione è insostenibile". 

SAMMARCO - Affondo quasi più duro quello di Gianni Sammarco, sempre Ncd. "Il tanto decantato Metodo Marino di effettuare le nomine in base alla trasparenza e ai curricula finora ha portato ad un comandante della polizia municipale senza requisiti e ad un Amministratore Delegato dell'Ama indagato per traffico di rifiuti. La più evidente presa di distanze da questa imbarazzante serie di magre figure viene dallo stesso partito del Sindaco che non vuole più entrare in nessuna designazione. Che Strozzi si dimetta mi sembra il minimo del buonsenso". 

TREDICINE - "Credo che la misura sia ormai colma, non è possibile inanellare una serie di fallimenti e restare ancora in carica. Il Caso Strozzi, di cui chiederemo la revoca attraverso una mozione, anche se preferiremmo si dimettesse spontaneamente, è solo l'ultimo episodio e ci fa chiedere su come veramente siano consultati i curricula in Campidoglio dopo Liporace senza requisiti, e il capostaff di Nieri senza laurea". Lo dichiara, in una nota, Giordano Tredicine, vicepresidente dell'Assemblea capitolina. "Di fronte a uno sfacelo del genere perfino il Pd prende le distanze e chiede addirittura che il sindaco riferisca in aula. Mi auguro per i romani che questa esperienza amministrativa termini presto".

DALLA MAGGIORANZA - L'unica voce dalla maggioranza a commento dell'accaduto è di Francesco D'Ausilio, capogruppo Pd in consiglio. "Abbiamo appreso nella tarda serata di ieri la notizia. Io non voglio commentare fatti che attengono indagini in corso, tuttavia ne dò un giudizio politico, ho letto anche le dichiarazioni del dottor Strozzi questa mattina sui giornali, il suo chiarimento, il fatto che lui dice che i fatti in carico a lui sarebbero relativi a un anno prima rispetto al suo insediamento. Io non lo so, non conosco la realtà siciliana, non conosco questi fatti. Devo dire che se fossero confermati indubbiamente ci troveremmo di fronte ad un problema. E in questo senso se confermati questi fatti io credo che il sindaco dovrebbe riferire presto in aula rispetto a queste cose». Lo ha dichiarato a Radio Popolare Roma.

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