Ama, Marino lo sfiducia e il neo superpresidente Strozzi si dimette

La decisione, al termine di una giornata di polemiche, è arrivata dopo la richiesta del sindaco: "Faccia un passo indietro". Il manager è indagato per traffico illecito di rifiuti dalla procura di Patti in Sicilia

Doveva essere il primo giorno di lavoro da presidente dell'Ama e invece è stato il giorno delle sue dimissioni. Ivan Strozzi, indagato per traffico illecito di rifiuti dalla procura di Patti in Sicilia, al termine di una giornata di polemiche rinuncia all'incarico di presidente operativo dell'azienda capitolina affidatogli pochi giorni fa. Del resto le parole del sindaco Marino, arrivate al termine di una giornata segnata dalle polemiche non hanno lasciato spazio a tante interpretazioni. Il sindaco aveva infatti invitato il manager “a fare un passo indietro”.

Mancanza di “legame fiduciario con la città”, il principale motivo esposto dal primo cittadino che non è entrato nel merito della vicenda giudiziaria che vede coinvolto il manager “scelto per il suo curriculum”. Solo dopo la nomina “abbiamo appreso di un procedimento penale che lo riguarda direttamente. Siamo sicuri che Strozzi saprà difendersi nelle sedi opportune e che farà chiarezza rispetto ai fatti contestati” ha scritto in una nota Marino. “Ma l’omissione in più colloqui di questo fatto è gravissima e un rapporto fiduciario non può essere costruito in questo modo”. Da qui la decisione: “Ho quindi già chiesto a Ivan Strozzi di rinunciare all’incarico”.

Questa la nota ufficiale del Campidoglio dopo che nel pomeriggio si è tenuto un vertice tra l'ormai ex neo presidente dell'azienda capitolina, l'assessore all'Ambiente Estella Marino e il sindaco. Interpellato a riguardo Strozzi ha spiegato: “No, non avevo informato il sindaco”. Poi di è difeso: “È una cosa che io ritenevo assolutamente non necessaria”.

Polemiche dall'opposizione, che per tutta la giornata ha chiesto a gran voce le dimissioni del presidente dell'Ama ma anche quelle dell'assessore all'Ambiente Estella Marino. Voci sconcertate anche da parte della maggioranza. “Non conosco la realtà siciliana, non conosco questi fatti. Devo dire che se fossero confermati indubbiamente ci troveremmo di fronte ad un problema” ha dichiarato il capogruppo del Pd in Campidoglio Francesco D'Ausilio. 

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