L'Italia dei Valori continua a perdere pezzi

Due consiglieri municipali del partito di Di Pietro hanno scelto di aderire al progetto di Gilberto Casciani, passato con la maggioranza di Alemanno. Si dimette intanto il vicepresidente romano Eligio Ceccanei

Continua a sfaldarsi l'Italia dei Valori. Dopo l'annuncio del passaggio tra i banchi della maggioranza in Campidoglio di Gilberto Casciani, unico consigliere dipietrino al Comune, anche due consiglieri municipali hanno deciso di lasciare il partito e di aderire al nuovo progetto politico di Casciani.

Si tratta di Giuliano Pandolfi del XX municipio e di Giorgio Napolitano del XVII municipio. In contemporanea sono arrivate le dimissioni del vice segretario vicario della Federazione Romana dell'Italia dei Valori  Eligio Ceccanei.

Pandolfi, in una nota, ha così spiegato la scelta di seguire Casciani: “La scelta personale di seguire il percorso dell'on. Casciani fa seguito al progetto politico iniziato insieme nel 2006, un percorso che mette al centro della nostra azione politica i cittadini romani, l'amore per la nostra città e che, soprattutto, boccia totalmente l'operato dei segretari Idv di Roma e del Lazio, mai all'altezza del proprio ruolo".

Casciani ha cambiato cinque partiti in due anni

Sulla stessa linea sono le motivazioni di Ceccanei alle sue motivazioni. “L'immobilismo della federazione stessa impedisce di fatto ogni attività politica che non sia la raccolta delle firme referendarie".

Il segretario regionale dell'Idv, Stefano Pedica, ha commentato in maniera estremamente critica il passaggio di Casciani che ha un po' aperto la strada alla diaspora dei dipietristi romani. "Mi resta difficile capire come possa andare avanti una persona che passa dal centrosinistra al centrodestra solo per un opportunismo politico. Anche il Comune di Roma ha il suo De Gregorio".

Pedica ha rincarato la dose dicendo di “non capire come fino a ieri  Casciani parlasse male di Berlusconi e dell'operato del sindaco di Roma e oggi possa dire grazie ad Alemanno e non a Veltroni. La cosa non mi stupisce perché Casciani ha cambiato cinque partiti in due anni. E' il male di chi fa del passaggio ai partiti un mestiere. Da noi c'è un codice deontologico. Credo che Casciani non l'abbia ritenuto più vicino al suo pensiero politico".

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