Intervista al fotografo Tano D'Amico: "A Roma è in corso una guerra contro i poveri"

A settembre il fotografo ha pubblicato il libro 'Guerra ai poveri - La resistenza del movimento per il diritto all'abitare'

Tano D'Amico al Macro Asilo - Fotografia di © Monkeys VideoLab

La sala del Macro Asilo è stracolma di gente. Tutte le sedie sono piene, molte persone sono ferme sull’ingresso, altre hanno preferito sedersi a terra. Tano D’Amico è in piedi, circondato da persone in silenzio, con gli occhi fissi su di lui. Alle sue spalle la parete è ricoperta di articoli di giornale in merito a sgomberi, storie di senza casa, spazi occupati. Anni di cronaca, in alcuni casi gli stessi fatti immortalati da Tano D’Amico ma con quelle “immagini nuove”, capaci di irrompere “negli squarci della storia”, che sono diventate per il fotografo siciliano una vera e propria firma.

Autore di alcuni degli scatti più famosi sui movimenti studenteschi o sul disagio abitativo romano fin dagli anni sessanta, il fotografo siciliano Tano D’Amico a settembre ha pubblicato un nuovo libro, Guerra ai poveri (ed. Red Star Press) dedicato alla lotta per la casa de Movimento per il diritto all’abitare tra il 2009 e il 2019, dedicato a quei poveri che “alzandosi in piedi”, cercando “delle strade in cui ognuno possa essere felice”, per usare le parole di Tano D’Amico, rendono visibile la violenza, una guerra appunto, di una società che non riconosce il diritto all’abitare per tutti. L’evento rientra nell’ambito della rassegna lanciata dal Macro Asilo ‘Stati generali – Prove tecniche di rivoluzione’. Romatoday ha intervistato Tano D’Amico a margine dell’incontro.  

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© Monkeys VideoLab

Cosa racconta Guerra ai poveri?

Il libro racconta quello che succede a Roma. Il titolo è ‘Guerra ai poveri’. Spesso si legge di una “guerra tra poveri” non volendo vedere quello che succede. A Roma c’è una guerra contro i poveri, proprio quelli che si mettono insieme per tentare di sopportare le condizioni più dure in cui sono obbligati a vivere. Ma non solo questo. Così facendo insegnano a vivere anche a noi. Mettono in campo una civiltà più amabile, solidale e bella della nostra. Per questo penso che libro sia interessante da comprare. E anche per il lavoro fantastico del grafico Gianluca Staderini e dell’editore, che ha scelto la carta, Cristiano Armati.

Nella sua vita ha fotografato tanti anni di lotte e conflitti sociali. Il libro si concentra sugli ultimi dieci anni. Vede una differenza, una somiglianza o un’evoluzione?

Penso che quello che stiamo vivendo ora è nuovo perché mai in Europa si erano verificati drammi come le migrazioni o miseria e sfruttamento così diffusi. Però io vedo che questo gruppo umano, che è un gruppo particolare, quello di noi ultimi, è chiamato dalla storia. Sentiamo addosso il vento della storia che ci spinge a cercare delle strade in cui ognuno possa vivere felice.

Nel corso dell’incontro ha detto che molte delle fotografie che vede oggi sembrano fatte da una macchina “e la macchina non ha cuore, non ha alcun senso del giusto e dell’ingiusto”. Nell’epoca degli smartphone, in cui tutti possono fare fotografie, stiamo rischiando di perdere immagini preziose?

È un’epoca bellissima, come quando tutti abbiamo imparato a scrivere a scuola. Appunto perché abbiamo imparato con fatica a scrivere, tutti capiamo che scrivere è difficile e amiamo molto i romanzieri bravi e i giornalisti bravi. Così è anche per la fotografia: tutti le possono fare e quindi capiranno che scattare una bella immagine è difficile, che succhia la vita nel senso che se bisogna fotografare una festa non si festeggia. Fare doto è un lavoro che ti succhia l’attenzione, certo ti spinge anche a cercare i volti delle persone, però è un lavoro che bisogna fare bene senza delegarlo a macchine senza cuore.

Il libro si intitola Guerra ai poveri. Come si raccontano i poveri oggi?

Prima ho parlato di cos’è la bellezza per me. Quando uno si alza in piedi per opporsi al sopruso, quindi per abbracciare la vita, mentre il sopruso, la malattia, lo sfruttamento, la fame e le ingiustizie sono la morte. I poveri che si alzano rappresentano tutta la bellezza del mondo. Questo non l’ho detto solo io ma Caravaggio 400 anni fa lo ha spiegato meglio di me.

A differenza della maggior parte dei libri di fotografia, Guerra ai poveri è un libro leggero ed economico. Perché questa scelta?

Perché tutti lo possano prendere, vedere, guardare. È un libro austero, che costa poco. Secondo me sono finiti i salotti e le librerie, i libri comprati come regali ma non per leggerli ma per arredare. Questo è un libro con un formato che si può tenere in borsa, guardarlo sugli autobus e sulle metropolitane, portarlo a scuola per farlo vedere ai propri compagni, anche ai propri insegnanti. Senza vergogna e se si vede che il proprio compagno di banco è interessato si può fare un regalo perché dieci euro si possono spendere.

Tano D'Amico 
Guerra ai poveri
 
La restistenza del Movimento per il diritto all'abitare. Roma, 2009-2019
Testo di Cristiano Armati
Ed. Red Star Press, 10 euro

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