De Magistris: "Roma vive un momento di depressione. A Napoli energia culturale mai vista"

Dema sbarca in Campidoglio. Intervista al sindaco di Napoli

ANSA/ CIRO FUSCO

“Roma ha bisogno di una grande connessione sentimentale tra il popolo e chi li rappresenta”. Cita Antonio Gramsci, Luigi De Magistris, interrogato in merito alla situazione di Roma. Proprio oggi, a meno di un mese dall’appuntamento nazionale del 1 dicembre al Teatro Italia, il sindaco di Napoli ha anticipato la sua ‘visita’ nella Capitale per annunciare l’adesione della consigliera capitolina Cristina Grancio al suo movimento Dema. Romatoday l’ha intervistato a margine della conferenza stampa che si è tenuta nella biblioteca Angelica di piazza Sant’Agostino. 

Dema entra in Campidoglio. Che effetto le fa?

Siamo contenti perché significa che l’energia di Napoli esprime un contagio democratico. Noi non siamo per insegnare o esportare nulla ma siamo la testimonianza di un movimento di persone che non hanno tradito i valori della Costituzione. Un movimento che sta cambiando una città grazie a una rinascita culturale. Ora vogliamo far convergere autonomie diverse che si trovano in tutto il Paese in un campo civico e largo con l’obiettivo di costruire un’Italia più coesa, valorizzando le differenze senza più discriminazioni e con il coraggio di mettersi contro il potere costituito che agisce sui territori. 

Per quanto riguarda Roma, oltre alla consigliera Grancio e ai rappresentanti municipali che potrebbero seguire la sua strada, altre realtà cittadine si uniranno alla costruzione di questo campo largo?

La nostra esperienza si sta diffondendo e siamo contenti di questo. Non abbiamo scadenze elettorali o ansie da prestazione. A noi interessa costruire un Paese in cui si possa vivere meglio. Vedere tanta gente che si entusiasma per l’esperienza napoletana ci fa piacere. Roma è una città importante e fondamentale che vive un periodo di asfissia politica. Lo so perché incontro tanti romani e percepisco che questa città sta vivendo una fase di depressione mentre Napoli vive il processo opposto, con un’energia culturale mai vista. Sono però due città che devono avere la capacità di dialogare, due città fondamentali per la rinascita del nostro Paese. 

Da sindaco che consigli si sente di dare a Virginia Raggi?

Non do consigli sia perché può apparire sgradevole sia perché non ho nulla da insegnare alle altre città. Sono contento che Raggi abbia dimostrato la propria innocenza nella sentenza di primo grado. Ora deve recuperare politicamente perché la sensazione che si ha parlando con i romani è che la città si trova in estrema difficoltà. C’è parecchia rabbia che non si trasforma in partecipazione e invece è necessario entrare nel corpo e nel cuore della città. Io e i napoletani, in sette anni e mezzo, senza soldi, stiamo scrivendo un’esperienza di riscossa culturale e popolare che la città non aveva mai vissuto. 

Di che cosa ha bisogno Roma per ripartire?

Di una grande connessione sentimentale tra il popolo e chi li rappresenta. 

Oggi l’annuncio dello sbarco di Dema in Campidoglio, il 1 dicembre l’assemblea al teatro Italia, sempre a Roma, per costruire un “fronte democratico e popolare” a livello nazionale. Ci sono le condizioni per sciogliere il nodo della candidatura alle europee?

Prima deve nascere il campo largo della coalizione civica nazionale. Se questo campo democratico cresce e si consolida è chiaro che siccome facciamo politica dovremo pensare se candidarci alle europee e alle regionali. Questo però non è un progetto elettorale ma politico. Se lei oggi mi chiede se ci sono le condizioni per la candidatura alle europee le rispondo di no. Invece stiamo molto crescendo sul piano della formazione di un fronte popolare e democratico e sono convinto che stiamo costruendo un progetto politico che sta andando molto lontano. Tra qualche settimana potrei cambiare valutazione e ci potrebbero essere dei passi avanti importanti. Se nei prossimi cento passi allarghiamo il fronte e il contagio cresce per le europee ci saranno spazi politici enormi. Candideremo bella gente, credibile, che ha dimostrato con i fatti da che parte sta. 

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