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Palazzo delle Esposizioni, Macro e Mattatoio "insieme" per 20 anni. Bergamo: "Roma sia luogo del contemporaneo"

L’intervista a Luca Bergamo su quello che sta alla base della concessione ventennale data a Palaexpo dei tre spazi espositivi

 

Un progetto unitario che dia continuità espositiva e di formazione, ma anche di produzione di quell’arte contemporanea di cui Roma “deve diventarne il luogo”.  Incontriamo Luca Bergamo, vice sindaco e assessore alla Crescita culturale di Roma, al Mattatoio di Testaccio dove sono ripresi i lavori nei cosiddetti rimessini, fermati a causa del Covid.

Bergamo spiega gli obbiettivi del nuovo Polo espositivo dell'arte e della cultura contemporanea (composto da Palazzo delle Esposizioni, Macro e il Mattatoio) concesso per 20 anni all’azienda Palaexpo di Roma Capitale. Un progetto iniziato, sulla carta, nel 2016 e approvato recentemente dalla Giunta capitolina: “Ma che è di fatto proiettata al futuro di questa città - sottolinea Bergamo -, e che andrà oltre questa amministrazione".

L’Azienda Palaexpo vede la responsabilità di realizzare un programma che mira al dialogo tra i diversi ambiti della cultura e della ricerca, alla valorizzazione della diversità e dell'interdisciplinarità, alla produzione di esperienze e di conoscenze. A Palazzo delle Esposizioni prevale l’indagine sui linguaggi dell'arte e della scienza per favorire la ricerca e il dibattito, al Macro viene esaltata la funzione del visitatore come soggetto attivo nella creazione di contenuti ed esperienze, mentre al Mattatoio vedrà la Pelanda come sede di un laboratorio permanente sui linguaggi della performance insieme a un polo di ricerca dedicato alla fotografia, alle arti visive, alla musica, al teatro e alla danza. Sempre al Mattatoio negli edifici 9A e 9B troveranno piena valorizzazione le arti sceniche e la performance. Infine, non appena completati i lavori, verrà creato uno spazio per la ristorazione e le attività commerciali.

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