Centrodestra alle Regionali: "Sul candidato stavolta decide Forza Italia. Pirozzi? Non strumentalizzi terremoto"

L'intervista al senatore Francesco Giro

Il senatore Francesco Giro (Foto Ansa)

Correre separati sarebbe "un errore irripetibile". Sbagliare è umano, si dice non senza rimpianti guardando alle amministrative romane del 2016, perseverare non solo è diabolico ma equivarrebbe a perdere una seconda volta. Alla regionali del Lazio "il centrodestra deve andare unito". E questa, per l'onorevole Francesco Giro, è una certezza. Quale candidato per suggellare l'unione? Il senatore forzista dice la sua a RomaToday su nomi, rumors, ipotesi, proposte. La quadra con le altre forze è ancora da trovare, ma sottolinea che stavolta toccherebbe ai berlusconiani la scelta finale. Fratelli d'Italia pesa sì, ma non "nelle province esterne della regione. Lì abbiamo percentuali pià alte". Non ha apprezzato la fuga in avanti del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, in procinto di ufficializzare la candidatura con una lista civica di centrodestra: "Attenzione a strumentalizzare il terremoto (di Amatrice, ndr) per fini elettorali". E poi "serve un profilo alto e accreditato". Il suo stesso nome è tra i papabili, lo conferma: "Sì ho dato la mia disponibilità, ma ne abbiamo altri". Quel che conta è la benedizione del Cav: "Grazie a Berlusconi il centrodestra vincerà nel Lazio".  

Nel 2009 fu lei a proporre la candidata vincente Renata Polverini. Qual è un buon nome oggi per riprendersi il Lazio? 

Prima del nome è fondamentale il metodo. Bisogna essere uniti, non possiamo ripetere errori già fatti in passato, alle amministrative di Roma prima di tutto. Detto questo, ritengo che nella scelta non possa non pesare un dato storico: da Alemanno a Storace alla stessa Polverini (nomi che ho appoggiato e certo non rinnego) tutte le candidature tranne Antonio Tajani nel 2001 a sindaco di Roma sono state espressione della destra, (dell'area ex An, ndr).

Vuole dire che stavolta tocca a voi?

Dico che Forza Italia rivendica, sommessamente, una sorta di diritto di prelazione. E' giusto che la nostra parola sia determinante, a prescindere che si tratti o no di un "azzurro doc".

La Lega di Salvini non pesa abbastanza da poter pretendere l'ultima parola. Giorgia Meloni invece ha detto una cosa simile alla sua, che "nel Lazio non si può prescindere da FdI..."

Si beh certo, la Lega non è che può arrivare e decidere chi sarà il candidato alla regione Lazio, mi pare ovvio. Su FdI quello che dice la Meloni è vero fino a un certo punto. Il partito ha un peso importante a Roma e dintorni, ma noi nelle province esterne, Frosinone, Latina, e tutto il sud pontino, da Fondi a Formia, raggiungiamo risultati nettamente superiori in termini di consenso, punte di oltre il 20 per cento. Risultati che ricordano la Forza Italia di 10 anni fa.

Questa puntualizzazione non dà l'idea di un clima disteso...

Non ho detto questo. Ho detto che la nostra indicazione peserà in maniera significativa in un metodo di scelta che senz'altro deve basarsi sulla condivisione. L'iter per delineare l'identikit del candidato va tracciato insieme. 

E qual è l'identikit del candidato di Berlusconi?

Deve essere una persona competente, un politico che conosce bene la macchina di Roma e del Lazio, che è molto complicata. Serve un amministratore rigoroso, di alto profilo, che sia in grado di tenere i rapporti con le istituzioni centrali di governo, con un passato nelle istituzioni.  

Non sembra ricalcare la figura di Sergio Pirozzi, un candidato (in pectore) non certo d'apparato. Il sindaco di Amatrice sarebbe prossimo a ufficializzare la candidatura con una lista civica di centro destra, ma i partiti sia Forza Italia che FdI hanno già frenato. Cosa ne pensa?

Sono rumors, non mi risulta ci sia alcuna candidatura ufficiale. Comunque è il sindaco di una città martire, che vive una situazione di grande emergenza. Credo sia molto impegnato nel guidare questa città. Dobbiamo essere molto cauti, gli elettori di certe dinamiche se ne accorgono. 

Che intende dire?

Attenti a non strumentalizzare a fini elettorali il terremoto. Potrebbe essere un boomerang

Lasciarlo correre da solo significherebbe perdere un bel pacchetto di voti.

Se va solo perdiamo le elezioni. Ma credo ci siano tutti i margini per ragionarne insieme, non c'è nessuna candidatura ufficiale. Non può però essere "o Pirozzi, o Pirozzi". 

Tornando a Fratelli d'Italia. Appoggereste Fabio Rampelli?

Rampelli ha un curriculum di tutto rispetto. E' un profilo adeguato, non ho timore di dirlo. Ma lo ripeto, sarebbe l'ennesima candidatura non nostra. Ciò non toglie che sia un uomo di prestigio e accreditato, anche se comunque serve un profilo più spostato al centro.

C'è anche il suo nome nella lista dei papabili candidati... Un eventuale accordo potrebbe convergere su di lei? Berlusconi glielo ha chiesto?

Berlusconi non propone mai (ride, ndr). Anzi dice che l'amministrazione locale è una sfida insidiosa, ci consiglia sempre di pensarci bene. Comunque ho dato la mia disponibilità. Ma i nomi sono diversi. Si è parlato di me come di Claudio Fazzone, (già presidente del Consiglio Regionale nel 2000, ndr). Io ho fatto il nome di Paolo Barelli, attuale presidente della Federazione italiana nuoto e della Lega europea del nuoto, tre volte senatore. Noi le proposte ce le abbiamo. E il nome non è poi così importante. Il centrodestra nel Lazio vincerà grazie all'exploit in corso a livello nazionale di Silvio Berlusconi". 

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