Grancio aderisce a Dema: "Amministrazione Raggi opaca e inconcludente, ecco perché ho guardato a Napoli"

Cristina Grancio spiega i motivi della sua scelta di aderire al movimento del sindaco di Napoli

“Da oggi in Campidoglio parlerò a nome di Dema”. Anche se non potrà costituire formalmente un nuovo gruppo capitolino, “perché bisogna essere in due”, Cristina Grancio ha annunciato questa mattina la sua adesione al movimento politico del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, presente al suo fianco per la conferenza stampa nella biblioteca Angelica di piazza Sant’Agostino insieme all’ex assessore all’Urbanistica della Giunta Raggi, Paolo Berdini. Romatoday le ha chiesto i motivi di questa decisione.

Cosa l’ha portata ad aderire a Dema?

I motivi sono politici. Parlo di quello che mi è successo: l’espulsione, la ripresa e infine la riespulsione prima come impossibilità di accedere al Blog delle stelle poi dal gruppo consiliare. Ma non solo. Anche la visione che ho avuto di Roma in questi due anni e mezzo mi ha fatto guardare intorno. Il primo comune con il quale sono venuta in contatto, nel senso della conoscenza degli atti prodotti dalla città, è stato quello di Napoli. Per esempio con il gruppo del Movimento cinque stelle abbiamo iniziato ad analizzare come stavano affrontando l’organizzazione dell’ufficio condono. Così pian piano ho conosciuto questa città, solo dopo ho conosciuto il sindaco De Magistris. Nel frattempo prendevo coscienza della crescente opacità con cui Roma veniva gestita.

Si riferisce alla vicenda dello stadio della Roma?

Con la vicenda dello stadio ho capito che si stavano spegnendo le luci e che non volevano la partecipazione e il confronto sulle problematiche relative al progetto. In ogni caso, su questa mia scelta, ha pesato anche l’incapacità dell’amministrazione di non quagliare mai. Al contrario di Napoli, per questo mi sono avvicinata a Dema.  

Viene espulsa e guarda a Napoli. Prima di questa scelta ha fatto un tentativo nella sua città e in Campidoglio?

Sono stata iscritta al Pd. Sono sempre rimasta nell’ambito dell’urbanistica, a partire dalla mia attività sul territorio nel comitato di quartiere e poi interessandomi ad un progetto più importante come quello di Porta di Roma. Pensavo che questo partito potesse fare quel giro di boa che Roma chiedeva. Invece è stato peggio. Veltroni nel Prg ha proposto il contrario di quello che avrei voluto. Anche nei circoli, non si aveva l’impressione di agire per i cittadini. Allora sono entrata nel M5S e mi hanno buttata fuori. Così ho deciso non di guardare più al passato e ho cercato altro rispetto a quello che avevo già vissuto. 

Prima ha parlato di possibili sorprese nei municipi. C’è qualcuno che la seguirà? Cercherà di lavorare anche a livello cittadino per quel “campo largo” a cui sta lavorando Dema?

Ci lavoreremo perché credo che anche nei municipi ci siano situazioni di disagio e io sono una persona ottimista. Poi qui presenti ci sono anche dei consiglieri municipali. Insomma, per me oggi è stata una bella giornata. 

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