Rifiuti, anche Cerveteri tra i siti idonei. Pascucci: "Nessuna area nella Capitale, Raggi in malafede"

Intervista al sindaco di Cerveteri, Alessio Pascucci: "C'è un errore, quell'area è vincolata"

Nel 2012 l’ipotesi di realizzare una discarica nella campagna tra i comuni di Cerveteri e Fiumicino aveva suscitato accese proteste. Erano stati rilevati anche dei vincoli archeologici e paesaggistici tanto che l’ipotesi sembrava essere stata definitivamente scartata. Nelle mappe depositate ieri dalla Città Metropolitana al tavolo della cabina di regia con la Regione Lazio e il Ministero dell’Ambiente però quella ‘macchia bianca’, territorio libero dai vincoli, è ancora presente. E, anche se non è stata dichiarata alcuna intenzione di realizzarvi una discarica, nelle planimetrie ufficiali potrebbe ospitare senza alcun ostacolo qualsiasi impianto per il trattamento dei rifiuti. Romatoday ha intervistato il sindaco di Cerveteri, Alessio Pascucci, che in merito alla notizia ha subito annunciato battaglia. 

Sindaco, il suo territorio è di nuovo considerato papabile per il trattamento dei rifiuti. Cosa ne pensa?

È dal 2017 che lottiamo contro la Città Metropolitana che ha localizzato un’area bianca nel nostro territorio, al confine con il comune di Fiumicino, in una zona denominata Pizzo del Prete. La decisione di inserirlo nella mappa dei siti idonei è stata comunicata ai sindaci interessati oltre un anno fa. Io e il primo cittadino di Fiumicino, così come previsto per legge, abbiamo trasmesso tutta la documentazione necessaria a testimoniare che sull’area pendono dei vincoli. Abbiamo chiesto formalmente uno stralcio. Invece, non solo non l’hanno fatto, non hanno nemmeno mai risposto. 

L’area di Pizzo del Prete non era già stata individuata nel 2012 come idonea alla realizzazione di una discarica per poi essere accantonata?

Sì, è la stessa area. Era stata individuata ma il piano era stato fermato proprio perché su quel sito insistono vincoli archeologici e paesaggistici. Anche la Sovrintendenza si era detta contraria. Vorrei sottolineare, inoltre, che a soli 5 o 6 chilometri di distanza insiste il sito Unesco della Banditaccia. In provincia di Roma ci sono solo due siti Unesco ed è curioso che abbiano individuato proprio questa zona. Magari non lo sanno. 

Cosa farete ora per opporvi a questa mappatura?

Avanzeremo obiezioni in tutti gli enti a cui ci è consentito farlo. Come già accaduto in passato, siamo pronti a tornare in piazza. Oggi stesso ho inviato una lettera al ministro all’Ambiente, Sergio Costa, al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, per ribadire che la Città Metropolitana non ha tenuto conto delle nostre obiezioni.  

Da sindaco della Città Metropolitana come vede questa situazione?

Vorrei ricordare che Raggi oltre a essere la prima cittadina di Roma è anche la sindaca della Città Metropolitana che comprende i 121 comuni di quella che una volta era la provincia di Roma. La Città Metropolitana ha elaborato una mappa nella quale si è ben guardata dall’individuare aree bianche nel Comune di Roma. Non solo. Ne ha individuate alcune in zone che non sono compatibili, così come da noi comunicato. Non credo sia solo un errore, in questa scelta c’è anche malafede.  

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