INTERVISTA | Prestipino: “Per il bene di Roma, Marino faccia un passo indietro”

Il macigno della corruzione ma anche le difficoltà nell'amministrare una città problematica come la Capitale. Prestipino lancia la 'sua' sfida al Pd: "Serve una rigenerazione, senza paura"

“Per il bene della città Marino dovrebbe fare un passo indietro”. Tutta colpa di mafia capitale? Pesa come un macigno ma non è l'unico fattore. “La corruzione si è sommata alle difficoltà nell'amministrare questa problematica città”. Al centro il Pd: “Faccia una scelta coraggiosa”. Sulla difficile situazione politica romana parla Patrizia Prestipino. Ex presidente di municipio, ex assessore al Turismo nella Provincia di Zingaretti, Prestipino aveva partecipato alle primarie per la scelta del candidato sindaco della Capitale che avevano incoronato Marino. Fedele renziana da sempre, oggi le sue parole sembrano fare da eco alla “battuta” del premier lanciata come un sasso verso l'amministrazione capitolina nel corso di un'intervista: “Se torna il Renzi 1, fossi in lui non starei tranquillo”. 

Dopo il terremoto giudiziario di 'mafia capitale' cosa sta accadendo a Roma e nel Pd?

Dalle carte di un'inchiesta che sembra lievitare giorno dopo giorno emerge il ritratto inquietante di una Capitale in cui non è più la politica a governare i territori ma è essa stessa strumentalizzata dai poteri economici, in questo caso malavitosi. E l'immagine un po' colorita della mucca da mungere fornisce bene l'idea. L'elemento più preoccupante è che ad essere stati manovrati sono i settori più delicati per Roma e per i suoi cittadini come i rifiuti, la pulizia e il decoro, la sanità. Si tratta di una politica becera. Da ex amministratrice però non posso che constatare che le infiltrazioni malavitose sono andate ad innestarsi su una gestione della città che è lacunosa, problematica e molto compromessa. 

Sta dicendo che la corruzione non è l'unico problema di Roma in questo momento?

Roma è da tempo una città complessa alla quale si è andato ad aggiungere anche il macigno della corruzione. Per farla ripartire serve una classe dirigente dalla straordinaria qualità amministrativa, non solo morale. Quella attuale forse non è in grado di gestire le emergenze che si sta trovando di fronte. Credo che la 'questione romana' abbia pesato sul Pd e sull'esito dei ballottaggi nelle altre città. Tutto questo è il risultato di un progressivo deterioramento della classe dirigente. Non si dà più importanza alla formazione politica, alcuni candidati sono stati improvvisati. Al Comune così come nei municipi che sono il vero terminale di una amministrazione. Se all'abbassamento delle competenze e delle capacità amministrative della classe dirigente sommiamo un indebolimento del livello etico, i problemi crescono e il 'gap' che si viene a creare diventa micidiale.  

L'onestà, quindi, non basta....

Per me l'onestà è la condicio sine qua non di un politico. È un requisito fondamentale ma non basta. Sia chiaro, non metto in dubbio l'onestà del sindaco Marino e riconosco che Roma presenta problemi che non dipendono da lui, come per esempio la mancanza di finanziamenti o di poteri di cui una Capitale dovrebbe disporre. Ma abbiamo esempi di amministrazione cittadina nel passato di altissimo livello rispetto a quella attuale. Penso a Francesco Rutelli che ereditò la città dopo un forte scossone giudiziario. Quando arrivò in Campidoglio non c'erano i soldi nemmeno per comprare la carta delle fotocopiatrici. In quel caso si mise in campo un gruppo dirigente di altissimo livello e una serie di scelte coraggiose che portarono a uno straordinario rilancio di Roma. Di quell'esperienza però non è rimasto nulla. Anche a livello della classe dirigente. 

Il premier Renzi nel corso di un'intervista ha accennato a possibili elezioni il prossimo anno anche per Roma. Cosa ne pensa?

Renzi fa spesso battute e forse anche quella frase era solo una di quelle. Credo però volesse esprimere la necessità di un cambio di passo. E repentino. O si ha la capacità di un colpo di reni, e non saprei però da dove potrebbe arrivare, oppure è meglio rimettersi in gioco senza paura di perdere. Anche io credo che non si possa più andare avanti così. E, sia chiaro, non sto mettendo in dubbio l'onestà di Marino ma il modo in cui è governata questa città. 

Pensa che il sindaco Marino dovrebbe dimettersi?

A questo proposito vorrei fare prima una precisazione. Non mi sembra corretto accusare di essere mafioso chi propone le dimissioni di Marino. Sfido chiunque a darmi della mafiosa. Credo che serva più rispetto per le idee altrui. È una posizione politica che si può ritenere sbagliata ma non da 'mafiosi'. Ripeto. Non metto in dubbio l'onesta di Marino e della sua giunta ma credo che oggi serve avere il coraggio di ricominciare con una nuova classe dirigente e con un progetto di rigenerazione. Per il bene della città Marino dovrebbe fare un passo indietro senza paura. 

Non crede che per il Pd in questo momento sarebbe una mossa sconveniente?

In alternativa cosa facciamo, ci teniamo una situazione così compromessa? Al termine del lavoro della magistratura avremo l'occasione di azzerare tutto e ripartire con una classe dirigente pulita. È un'occasione per i partiti, non solo per il Pd. Bisogna tornare con umiltà tra i cittadini e chiedere scusa raccogliendo anche critiche e insulti. Ricominciare a guardare negli occhi la gente, convincerla che si può fidare, che tra noi ci sono tante persone oneste, ripartire nella costruzione di una coesione sociale. Oggi la sfiducia e la paura stanno distruggendo questa città. C'è il terrore di una terza ondata di arresti. Non si capisce cosa accadrà. Come si fa a governare la città in questo modo? Un giorno di copre un buco, quello successivo se ne apre un altro. Non si riesce a riparare tutto. 

La strada è il commissariamento?

Certo. Non parlo di scioglimento dell'amministrazione per mafia. Quella è una decisione che non spetta né ai cittadini né alla politica. Uno scioglimento di questo tipo ammazzerebbe anche gli onesti: tutti gli eletti, un'intera classe dirigente non potrebbe più ricandidarsi per cinque anni. Io parlo di un passo indietro politico. Seguirebbe un commissariamento fino alle prossime elezioni. Nel frattempo ti metti al lavoro e te la giochi. Preferisco correre il rischio oggi mettendoci la faccia piuttosto che consegnare la città al Movimento cinque stelle o a Salvini. Almeno potremo dire di averci provato. Se non si fa un atto coraggioso, anche il tanto di buono che c'è in questo partito continuerà ad essere infangato. In questo momento la situazione è immobile. Negli uffici si ha paura a firmare una semplice delibera. Il Consiglio comunale è paralizzato. Marino è una persona pulita ma come fa a lavorare con questa pressione? Serve un atto coraggioso per il bene di questa città.

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