Stadio della Roma: indagato soprintendente Francesco Prosperetti

Secondo la procura l'ex capo segreteria del ministro ai Beni culturali, Claudio Santini, "avvicinò il soprintendente chiamato a pronunciarsi sul vincolo", che poi fu tolto

FOTO ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Si allunga la lista degli indagati in merito all'inchiesta relativa al nuovo stadio della Roma. A ricevere un avviso di garanzia anche il direttore della Soprintendenza speciale archeologica belle arti paesaggio di Roma Francesco Prosperetti mentre il Ministero di beni culturali e turismo ha disposto un'ispezione.

Lo ha reso noto il ministero guidato da Alberto Ambrosoli, precisando che l'avvio del procedimento ispettivo è stato chiesto oggi dal capo di gabinetto Tiziana Coccoluto al segretariato generale del dicastero. Una notizia che arriva poche ore dopo che l'avvocato Luca Alfredo Lanzalone ha rimesso il mandato di presidente del Consiglio di amministrazione di Acea SpA.

Secondo quanto emerge dell'ordinanza dell'operazione 'Rinascimento' l'avvocato Claudio Santini, già capo segreteria del Mibact, avrebbe avuto lì'incarico dalle società del gruppo Parnasi per "avvicinare il Soprintendente Prosperetti in maniera tale da consentire una diretta interlocuzione" ed "ottenere dal medesimo la richiesta di archiviazione della proposta di vincolo architettonico sull’ippodromo di Tor di Valle (la cui esistenza avrebbe precluso la realizzazione del progetto del nuovo stadio)", si legge.

In questo contesto, si spiega, "emerge la figura dell'architetto Paolo Desideri, amico di Prosperetti" e "datore di lavoro di sua figlia". Desideri, prosegue il testo, "pochi minuti dopo l'incontro con il Soprintendente ed apparentemente su proposta dello stesso" viene incaricato dal gruppo imprenditoriale di "redigere un progetto per il ricollocamento delle campate e/o della tribuna dell'ippodromo di Tor di Valle in base ad una costante interlocuzione con il Soprintendente, necessaria a consentire l'archiviazione della proposta di apposizione del vincolo".

In un altro passaggio del provvedimento del giudice Maria Paola Tomaselli si spiega che Parnasi e i suoi collaboratori avrebbero "avvicinato in maniera diretta e molto spesso tramite intermediari qualificati i pubblici funzionari coinvolti a vario titolo nella vicenda al fine di ammorbidirli e indurli a un atteggiamento di favore confronti del progetto dello stadio". I "fedeli collaboratori" di Parnasi avrebbero quindi "richiesto la mediazione dell'avvocato Claudio Santini, già capo segreteria del ministero per i beni e attività culturali, al fine di avvicinare Prosperetti chiamato a pronunciarsi in merito alla proposta di vincolo architettonico sulle tribune preesistenti del vecchio ippodromo".

Come riscontro la Procura che indica "un incontro tra il Soprintendente e il gruppo Parnasi il 19 maggio del 2017" e la successiva decisione di affidare al’architetto Paolo Desideri “la redazione di un progetto necessario per superare la questione del vincolo”. Dalle intercettazione emerge che Desideri “oltre ad essere amico di Prosperetti è anche il datore di lavoro della figlia“.

La procedura per il vincolo sulle tribune, attivata il 15 febbraio 2017, è stata archiviata e il 15 giugno dello stesso anno e nel frattempo Prosperetti era diventato direttore della nuova soprintendenza speciale Archeologica-Belle arti-paesaggio di Roma. Secondo la Procura Santini per la sua "mediazione per conto di Parnasi" ha percepito "quale compenso per questa illecita attività 53.440 euro".

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