Truffa piani di zona, chiuse le indagini per altre due cooperative: indagati 4 ex funzionari comunali

Coinvolti i piani di zona Spinaceto 2, Borghesiana-Pantano e Longoni

Un piano di zona della capitale (Immagine di repertorio)

Altri due filoni di indagine chiusi. Altre due società indagate. Non si spengono i riflettori della magistratura sui piani di zona della capitale. E anche stavolta, insieme ai rappresentanti delle cooperative coivolte, nell'elenco degli indagati compaiono quattro funzionari comunali. Questa volta i quartieri interessati sono Longoni, Borghesiana-Pantano e Spinaceto 2. In totale 103 famiglie che avrebbero versato per anni affitti più alti del dovuto. 

Il meccanismo è lo stesso rilevato in altri piani di zona: le cooperative costruttrici hanno intascato il contributo pubblico regionale previsto ma non l'hanno sottratto dal prezzo finale dell'affitto richiesto. Non solo. Hanno ottenuto dal Comune anche l'acquisizione del diritto di superficie e stipulato con gli uffici capitolini una apposita convenzione. Un comportamento che per il pm Francesco Dall'Olio avrebbe indotto "in errore i singoli inquilini che si determinavano a stipulare il contratto di locazione a condizioni più svantaggiose".

Due le cooperative rimaste coinvolte: la 'Società cooperativa della Rinascita del Tranviere' per i piani di zona Borghesiana-Pantano e per via Longoni e la società I.r.c.o.s spa per Spinaceto 2. Per la prima sono indagati, quali "legali rappresentante pro-tempore", Mauro Di Gregorio, Maria Fini, Enrico Cattaneo, Maurizio Massari. Per la seconda, Riccardo Drisaldi. Tutti accusati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. 

Indagati anche Marcello Andreangeli e Francesca Saveria Bedoni, ex direttori pro-tempore del dipartimento Edilizia residenziale pubblica, Maurizio Frontani e Luciano Mancini, al tempo incaricati di posizione organizzativa presso Roma Capitale. Per il pm avrebbero omesso "di verificare la corretta quantificazione del presso massimo di cessione degli alloggi realizzati". Alcuni di loro erano già rimasti coinvolti in altri filoni di indagine relativi ad altri piani di zona. 

"Si ripetono i nomi dei funzionari comunali indagati, si ripetono i reati contestati. Dai documenti emergerebbero gli estremi per l'associazione a delinquere. Che posizione ha assunto il Comune verso questi soggetti?" si chiede l'avvocato Vincenzo Perticaro, che difende molti degli inquilini truffati. "Non stiamo parlando solo di danno erariale ma di reati finalizzati ad eludere i controlli sui piani di zona. Una situazione che ha contribuito all'inasprirsi dell'emergenza abitativa di questa città e non possiamo escludere che la situazione sarebbe stata diversa da quella che stiamo vivendo". 

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