Rifiuti, sull'inceneritore di Colleferro Sanna contro Raggi: "Ama era d'accordo, contento se ha cambiato idea"

"Ama di recente ha ribadito la volontà di fare il revamping"

“Ricordo alla sindaca che, anche se tardi, è bene arrivare e che Ama di recente ha ribadito la volontà di fare il revamping dell'inceneritore di Colleferro”. Ė arrivata anche dal sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, una replica alla sindaca Virginia Raggi che ieri, nel botta e risposta con il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, in merito al futuro dell’impianto, che Ama controlla insieme alla Ep Sistemi e a Lazio Ambiente, aveva affermato: “Stiamo spingendo da due anni sulle fabbriche di materiali e di riciclo”. Un’affermazione difforme rispetto a quanto scritto nelle carte, così come raccontato nei mesi scorsi anche da Romatoday: il cda di Ama si è detta a favore del revamping e quindi dei lavori per riaccendere le linee di incenerimento. 

La municipalizzata dei rifiuti nel giugno scorso aveva infatti dato il via libera allo sblocco di 2,7 milioni di euro di finanziamenti per il cosiddetto ‘revamping’. L’obiettivo era di rimettere in funzione l’impianto entro il marzo del 2018 ma l’iter è stato bloccato dalle proteste. Una scelta che era stata anche difesa dal presidente della commissione capitolina Ambiente di Roma Capitale Daniele Diaco: "La scelta di ricapitalizzazione di EP Sistemi con il 'revamping' dell'impianto già esistente, se oggi non venisse ottemperata da parte dell'azionista di minoranza Ama Spa, comporterebbe un’esposizione finanziaria di circa 15 milioni di euro" aveva scritto in una nota. Sulla stessa linea l'assessora all'Ambiente Pinuccia Montanari: "La ricapitalizzazione è stata decisa il 12 dicembre quando non c'ero ancora e c'era Muraro e l'ex presidente Giglio" ha spiegato. “Abbiamo messo in sicurezza la società dal punto di vista finanziario perché non si poteva fare altro dopo la decisione presa in precedenza”. 

Come ricostruisce l’agenzia Dire, Ama ha però mantenuto questa posizione. Anche il 2 agosto scorso nel corso dell’assemblea ordinaria della società, con al primo punto dell’ordine del giorno un aggiornamento “esito procedura di vendita e sull'attività di revamping”, l'amministratore unico di EP Sistemi, Massimo Candreva, diede atto ai soci di una nota di Ama del 23 luglio scorso nella quale la municipalizzata dei rifiuti di Roma rappresentava "la necessità e l'obbligo societario, a salvaguardia del patrimonio aziendale, dell'immediata ripresa delle attività di revamping dell'impianto al fine di evitare ulteriori perdite nell'attività di esercizio”. L'ammodernamento dell'impianto, infatti, risolverebbe ad Ama il problema di dove bruciare le 100mila tonnellate di combustibile da rifiuto prodotte dai suoi impianti di trattamento meccanico biologico senza portarle in giro per l'Italia. 

Una posizione che ha imbarazzato anche il Movimento cinque stelle locale che al contrario si è sempre schierato contro qualsiasi ipotesi di riaccensione. Ama, in una posizione messa a verbale così come riporta l’agenzia Dire, non è stata proprio conciliante verso il movimento di protesta che ha di fatto bloccato l’avvio dei lavori. “Il socio Ama” si legge “pur auspicando la pronta e celere ripresa delle attività di revamping, ritiene doveroso che l'organo amministrativo della società adotti prontamente tutte le più opportune iniziative per opporsi a qualsiasi atto e/o comportamento che in qualunque modo possa impedire le attività di cantiere”.

A bloccare i lavori soprattutto un presidio portato avanti da associazioni di cittadini, sostenute dallo stesso sindaco Sanna, che, rivendicando uno stop al revamping, hanno più volte impedito ai camion di accedere all’impianto.  “Accolgo positivamente che la sindaca sia d'accordo con quanto il mio territorio dichiara da almeno 15 anni. La mia città, le mie associazioni, i miei comitati chiedono lo spegnimento degli inceneritori che sono situati in siti dove c'è il cromoesavalente, una sostanza mutogena. Abbiamo fatto di tutto per convincere le istituzioni a chiudere quel sito e la Regione Lazio ha accolto positivamente per prima la richiesta”. Poi ha concluso: “Se ha cambiato idea anche Ama, io sono contentissimo. Sono pronto a collaborare con la sindaca di Roma, che e' una mia collega, con il presidente della Regione, con il ministero dell'Ambiente affinché il territorio più inquinato del sud del Lazio non abbia più il carico di risolvere il problema dei rifiuti della Capitale e di tutta la Regione, sia con l'inceneritore che con la discarica, che e' la più grande del Lazio dopo Malagrotta”. 

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