Inceneritore Colleferro, la Giunta regionale firma la delibera: "Basta bruciare, recupererà rifiuti"

Zingaretti: "Risolverà alcune delle criticità dei rifiuti di Roma"

Era stato annunciato nei giorni scorsi dal governatore Nicola Zingaretti. E questa mattina la delibera è arrivata: l'inceneritore di Colleferro non verrà rimesso in funzione ma riconvertito con l'obiettivo di chiudere il ciclo dei rifiuti degli impianti di trattamento meccanico biologico senza bruciarli. A dare notizia della firma da parte della Giunta regionale è lo stesso presidente. "Il progetto" ha spiegato "favorirà la costruzione di impianti altamente tecnologici, supererà in breve tempo il sistema della termovalorizzazione dei rifiuti, con l'obiettivo di centrare la 'end of waste'". 

Il presidio industriale, si legge ancora nella nota, verrà realizzato sempre a Colleferro, dove sarà avviata la dismissione dell'attuale struttura. "Questo innovativo progetto sarà al centro del nuovo Piano rifiuti della Regione" aggiunge Massimiliano Valeriani, assessore regionale al Ciclo dei Rifiuti. "Consentirà di risolvere molte criticità che affliggono il sistema dei rifiuti di Roma: ora è fondamentale l'impegno e il senso di responsabilità di tutte le istituzioni per le rispettive competenze con l'obiettivo di chiudere il ciclo dei rifiuti, superando il sistema della termovalorizzazione".

In particolare la Regione punta a promuovere la realizzazione di un presidio industriale, dove verranno eseguiti processi di lavorazione per estrarre risorse dai rifiuti in uscita dai Tmb, evitando così lo smaltimento in discarica o negli inceneritori. Il nuovo impianto potrà consentire anche l'eventuale declassamento dei Tmb a semplici stazioni di tritovagliatura primaria e raffinazione delle matrici secche. Questo degradamento funzionale consentirà la cancellazione del processo di stabilizzazione della Fos (frazione organica stabilizzata) nei Tmb, con la conseguente eliminazione dei disagi olfattivi, il recupero delle aree interne e la valorizzazione ecologica ed economica. 

Nel presidio industriale si potrà ricavare dalla Fos il metano da trasformare in biofuel, gassoso o liquido, per autotrazione; il carbone da destinare ad impieghi civili e industriali; la biomassa da trasformare in biofuel liquido; quella da trasformare in substrati sostitutivi di torbe e quella mineralizzata per conglomerati inerti, mentre dagli scarti dei Tmb si potrà ottenere plasmix da inviare a stampaggio; inerti da raffinare per reimpieghi civili e matrici da inviare a recupero nei circuiti dedicati (cellulose, alluminio, banda stagnata, ecc.). 

Il nuovo impianto verrà progettato da LazioAmbiente spa, in collaborazione con Università e Istituti di ricerca, mutuando le migliori esperienze già consolidate in diverse capitali europee, ma introducendo anche tecnologie di ultima generazione. Il progetto, continua la Regione, diverrà il fulcro del Piano industriale di LazioAmbiente spa, che potrà così essere ceduta dalla Regione e messa con successo sul mercato, come prevede la legge Madia. Obiettivi strategici per la cessione delle azioni di LazioAmbiente spa detenute dalla Regione Lazio saranno la salvaguardia dei livelli occupazionali, l'equilibrio economico/finanziario della società, la protezione del know how e degli asset industriali e la condivisione del processo con Enti e Istituzioni interessate. 

"Il nostro territorio non costituisce lo sbocco per il trattamento dei rifiuti della capitale o addirittura dei rifiuti dei tmb della Regione Lazio" la replica di Rifiutiamoli, il movimento ambientalista composto da diversi comitati e associazioni cittadine della zona di Colleferro, che da circa un anno si batte contro la riapertura dell'inceneritore. "La situazione romana è talmente drammatica che ne potranno discendere decisioni impattanti per il nostro territorio (ricordiamo le affermazioni dell'amministratore delegato di Ama Bagnacani sulla necessità di riaprire gli inceneritori di Colle Sughero)" continuano."A tutti deve essere ricordato un fatto incontrovertibile se non ci fossero state le manifestazioni, non si fosse insediato il presidio al quartiere Scalo (a Colleferro, ndr) e non si fossero fermati i mezzi che portavano materiali necessari alla ristrutturazione degli inceneritori, con il concorso di diverse amministrazioni locali, gli impianti oggi sarebbero stati riavviati secondo il programma approvato di ristrutturazione".

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