I rifiuti di Roma nell'inceneritore di Colleferro: M5S e Regione autorizzano la riaccensione

C'è anche il via libera dell'Ama per il 'revamping' alla seconda linea dell'impianto che riceverà fino a 220 mila tonnellate di immondizia romana. Montanari: "La ricapitalizzazione è stata decisa da Muraro e Giglio"

L'inceneritore di Colleferro verrà riaperto e brucerà i rifiuti di Roma. C'è il via libera di Ama. La municipalizzata controlla il 40 per cento della società proprietaria della seconda linea dell'impianto, la Ep Sistemi, mentre il 60 per cento è della regionale Lazio Ambiente (che controlla al 100 per cento l'altra linea). Lunedì scorso il nuovo presidente della munucipalizzata capitolina, Lorenzo Bagnacani, ha dato il via libera al cosiddetto 'revamping', un'operazione di ristrutturazione che entro marzo del 2018 lo rimetterà in funzione. Nel braccio di ferro sugli impianti che è proseguito per settimane tra Comune, Regione e Governo, che con lo Sblocca Italia ha spinto per l'accensione di nuovi inceneritori, è il Campidoglio a Cinque Stelle, da sempre fortemente contrario, a fare un passo indietro. 

Una mossa obbligata, stando a quanto spiegato dal presidente della commissione capitolina Ambiente di Roma Capitale Daniele Diaco: "La scelta di ricapitalizzazione di EP Sistemi con il 'revamping' dell'impianto già esistente, se oggi non venisse ottemperata da parte dell'azionista di minoranza Ama Spa, comporterebbe un’esposizione finanziaria di circa 15 milioni di euro e relative perdite, con gravissimi rischi di essere esposti ad azioni risarcitorie da parte della Corte dei Conti" ha scritto in una nota. 

L'assessora all'Ambiente Pinuccia Montanari dà la responsabilità alle sue predecessore. Ma la decisione resta dell'amministrazione di Virginia Raggi. "La ricapitalizzazione è stata decisa il 12 dicembre quando non c'ero ancora e c'era Muraro e l'ex presidente Giglio" ha spiegato. "Abbiamo messo in sicurezza la società dal punto di vista finanziario perché non si poteva fare altro dopo la decisione presa in precedenza". Anche la Regione viene chiamata in causa: "Lazio Ambiente, che è una società della Regione, ha il 60%. Noi con Ama siamo soci di minoranza, saranno quindi loro a decidere cosa fare. Noi vorremmo farci una fabbrica di materiali". 

La seconda linea dell'inceneritore, però, ripartirà e brucerà fino a 220 mila tonnellate di rifiuti romani permettendo alla capitale di abbattere i costi del trasporto in Austria dei rifiuti. Per Diaco si tratta di una "fase transitoria". Ha spiegato: "Roma Capitale punta al superamento dell'incenerimento e dello smaltimento in discarica, La chiusura dell’impianto di Colleferro è prevista alla fine dell'autorizzazione stessa che scadrà tra 10 anni. Roma Capitale proseguirà nella politica di superamento delle soluzioni tradizionali di smaltimento dei rifiuti mediante incenerimento". Poi ha aggiunto: "Le quantità da smaltire caleranno di anno in anno". 

Inevitabili le proteste da Collaferro, a 40 chilometri da Roma, da anni alle prese con il trattamento dei rifiuti (c'è anche una discarica) e con la pesante eredità ambientale dovuta alla sua storia industriale. Il sindaco Pierluigi Sanna di dice "pronto a tutto: dall'ordinanza sindacale che costruirò con i miei legali sulla mancanza delle autorizzazioni e sul cromo esavalente fino alla resistenza passiva" ha spiegato all'Agenzia Dire. "Conoscevamo la posizione della Regione: abbiamo fatto ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato. Ora conosciamo anche la posizione della giunta Raggi, anche se ero convinto che sugli inceneritori i cinque stelle tenessero il punto. Non credo che le decisioni delle istituzioni possano contare di più della vita di 25.000-30.000 persone che abitano sul territorio". Poi ha concluso: "Colleferro ha iniziato la raccolta di differenziata porta a porta, abbiamo raggiunto il 73% nel solo mese di maggio. Stiamo facendo il consorzio dei comuni perchè abbiamo deciso di gestire i nostri rifiuti senza incidere sulla salute di nessuno. Al governo, alla Regione e all'amministrazione capitolina quindi chiedo di lasciarci in pace".

La Rete per la Tutela della Valle del Sacco chiede all'amministrazione comunale "di disconoscere in modo formale quanto sottoscritto dal presidente di Ama e di revocare l'atto" scrive Alberto Vallerani. "Non ci aspettavamo questo accordo dopo le dichiarazioni rese dall'amministrazione comunale capitolina sulla necessità di sostituire gli inceneritori con impianti multimateriali e vista la loro posizione rispetto a discariche ed inceneritori. Credevamo alla buona fede dell'amministrazione romana, pensavamo avrebbe seguito un principio di coerenza". Poi la promessa: "Alzeremo le barricate. A questo punto è guerra aperta contro tutta la politica. Ci stiamo organizzando con i cittadini e le associazioni non solo di Colleferro, ma di tutta la Valle del Sacco".

Il problema 'politico' però potrebbe arrivare anche alla Capitale. Il Movimento cinque stelle è da sempre, fin dall'epoca dei Meet up, contrario agli inceneritori. E dopo i mal di pancia sullo Stadio della Roma, la decisione dell'Ama a trazione pentastellata potrebbe suscitare nuovi scossoni non solo tra gli attivisti ma anche nel gruppo di maggioranza. La prima è proprio l'assessora Montanari. Per il momento, però, la decisione di riaccendere l'impianto è stata presa. 

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