Incendi, scatta l'ordinanza: dal divieto di fumare nei parchi all'obbligo di sfalciare l'erba

Multe salate per chi non ottempera a sfalci e decespugliamenti. E vale anche per gli enti pubblici, quindi anche per il Comune stesso

Incendio a Ostia, immagine d'archivio

Divieto di accendere fuochi, se non barbecue in cortili e giardini privati, di fumare nei parchi e gettare nel verde mozziconi di sigaretta, di bruciare metalli, come avviene puntualmente con i roghi tossici (già vietati, almeno sulla carta). Anche quest'anno, con il termometro che ribolle, scatta l'ordinanza anti incendi. Una serie di misure, rivolte sia a privati che a enti pubblici, da attuare nel periodo compreso tra il 15 giugno e il 30 settembre, per prevenire il divampare delle fiamme che puntuali d'estate mettono a rischio la salute dei cittadini, oltre a quella di boschi, prati e zone verdi. 

E allora ecco che ritornano, puntuali, i limiti più classici: non si possono bruciare residui di vegetazione per ripulire terreni, utilizzare "apparecchi a fiamma o elettrici, motori e fornelli", ed è vietato fumare e gettare mozziconi di sigaretta nei parchi. Poi ci sono le azioni che invece servono, appunto, alla prevenzione del problema. 

Prima fra tutte "la ripulitura dalla vegetazione erbacea e/o arbustiva delle aree boscate confinanti con strade", insieme alla "potatura delle piante arboree e il taglio periodico della vegetazione erbacea". Pena multe salate: "In caso di mancata rimozione di siepi, erbe e rami che si protendono sulla sede o sul ciglio di strade adibite al pubblico transito si applica multa da 169 euro a 679". Chi non ottempera a lavori di sfalcio e decespugliamento, rischia l'esecuzione in danno da parte dell'amministrazione capitolina. Che però, lo ricordiamo, non dà esattamente il buon esempio. 

Anche l'estate 2019 parte infatti con l'erba incolta. Come testimoniato da un nostro video servizio dei primi di giugno, i parchi, specie nelle aree periferiche della città, sono più simili a savane che a spazi aperti alla pubblica fruizione. Il paradosso? Il Comune, forse, dovrebbe multare anche se stesso. 

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