Impianti sportivi: nei municipi restano chiuse cento palestre scolastiche

Il presidente della commissione sport Diario (M5s) scopre "100 palestre dimenticate". Replica l'opposizione: "E' un problema che denunciamo da sempre"

Foto d'archivio

Sono cento le palestre che le scuole non mettono a disposizione dei municipi per l'attività sportiva pomeridiana. Il numero è consistente perchè, fino ad oggi, si è parlato di 430 impianti. Significa che "fino ad oggi non abbiamo sfruttato circa il 20% degli spazi" ha fatto notare il presidente della commissione sport Angelo Diario.

La scoperta della Commissione Sport

Nuovo capitolo nella complicata vicenda che sta tenendo col fiato sospeso a migliaia di famiglie romane. Tante sono infatti quelle che iscrivono, ogni anno, i propri figli alle attività sportive di base. Si svolgono in orario pomeridiano,  spesso all'interno delle palestre scolastiche. Ed hanno costi contenuti. Per questo, scoprire che ci sono delle potenzialità non sfruttate, desta una comprensibile amarezza. "I Centri Sportivi Municipali che potrebbero essere attivati a Roma sono 534 ma il 20% di questo patrimonio é rimasto fino ad oggi in mano ai dirigenti scolastici" ha spiegato Diario. Com'è stato possibile? Secondo lo stesso presidente grillino della commissione sport "nessuno ha mai chiesto spiegazioni fino ad oggi". Un'affermazione che però non trova conforto nell'opposizone. 

L'ostilità di alcuni organismi scolastici

Per la consigliere Svetlana Celli (RomaTornaRoma) e per il presidente della commissione trasparenza Angelo Palumbo (PD) la notizia diramata dal collega pentastellato non rappresenta una novità. "Esiste un problema che denunciamo da sempre, da quando eravamo maggioranza e tanto più oggi che siamo opposizione: la sottrazione dell'uso di palestre al territorio per l'ostilitàdi alcuni organismi scolastici, una minoranza, contro cui abbiamo sempre lottato" ricordano Celli e Palumbo, declassando la notizia diffusa da Diario nella categoria delle "fake news". Resta il problema, ovvero la possibilità di recuperare altre cento palestre. Potrebbero essere messe a disposizione dei municipi, per allargare l'offerta degli impianti sportivi cui è possibile iscriversi a costi contenuti.  Quest'anno con qualche difficoltà in più visto.

I disagi per le famiglie

In cinque municipi (II- V- VI- VII-XII ) non sono stati pubblicati per tempo i bandi per l'affidamento delle palestre. Il problema è stato causato dal ritardo con cui il Campidoglio ha votato il nuovo regolamento sugli impianti sportivi municipali. L'ok dell'Aula Giulio Cesare è arrivata solo ad Aprile, troppo tardi per predisporre in tempo utile i nuovi bandi.  Significa che i municipi dovranno ricorrere allo strumento della proroga. C'è chi lo ha già fatto per un mese, chi invece ha pensato di estenderla a sei mesi.  E comunque non sarebbe risolutiva ed anzi, come gli le associazioni sportive di base avevano spesso segnalato, creano disagi alle famiglie. Significa infatti che, fino al 31 dicembre, viene garantito il mantenimento d' una determinata disciplina sportiva. In altre parole chi a settembre si iscriverà ad esempio a karate, sarà certo di poterlo praticare nella stessa palestra fino al termine del 2018. Poi però la palestra sarà assegnata all'associazione sportiva vincitrice del successivo bando. E quindi non è detto che voglia continuare a praticarvi karate. Il problema è stato riconosciuto dalla stessa amministrazione capitolina. "Anche le proroghe di metà anno creano un disservizio, perché i genitori che a settembre iscrivono i propri figli a pallavolo, rischiano di avere la sorpresa che, dopo qualche mese, in quella palestra, venga attivato un corso di arti marziali" ha riconosciuto Angelo Diario.

Tutto sul nuovo regolamento

La scelta lungimirante del Municipio I

Cosa fare? Servirebbe una proroga più robusta, in grado di coprire tutto l'anno scolastico. Ma per quello serve il via libera dell'Avvocatura capitolina che sta verificando se c'è la possibilità di andare in deroga al Codice degli appalti. La soluzione migliore è quella che è stata trovata nel I Municipio, uno dei pochi a guida PD. Lì, nelle more dell'approvazione del nuovo regolamento sugli impianti sportivi, si è predisposto una bando. Poi quando finalmente il Campidoglio ha calendarizzato e quindi votato il nuovo regolamento, si è provveduto ad inserire delle piccole modifiche . Una lungimiranza che consentirà, alle famiglie del centro storico, di non mettere mano al portafogli per iscrivere i figli nelle ben più costose palestre private. 

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