Sport a Roma, l'opposizione va all'attacco: "E' tutto bloccato. Frongia dimettiti"

Celli (RomaTornaRoma): "Lo sport in città è paralizzato". I consiglieri dell'opposizione di centrosinistra puntano l'indice verso l'ex vicesindaco: "Presentiamo una mozione di sfiducia"

La conferenza stampa dei consiglieri di centrosinistra

Il Giro d'Italia con le strade sconnesse, l'ippodromo di Capannelle chiuso per mesi, i ritardi nell'affidamento della Maratona di Roma. Il centrosinistra ha messo in fila tutte le principali criticità che, nel corso degli ultimi due anni, sono state ravvisate nel settore sportivo. Ed alla fine ha tirato le somme, annunciando la richiesta di dimissioni dell'assessore allo Sport ed ai Grandi Eventi Daniele Frongia.

La paralisi nel settore sportivo

"L'incapacità di prenderre decisioni, i ritardi nelle procedure, le accuse verso le passate amministrazioni e lo scarica barile verso i dipartimenti stanno portando lo sport in questa città alla paralisi" ha premesso Svetlana Celli, puntando il dito contro l'attuale gestione pentastellata. Nella sala della Piccola Protomoteca del Campidoglio, al tavolo dei relatori, campeggia una grande grande sfera con una N. "E' una delle palle di Spelacchio e ce l'ha regalata Frongia" sottolineano i consiglieri presenti, prima di aprire la conferenza stampa su quelli che definisciono "i mille giorni neri dello sport a Roma". 

La lista degli insuccessi

Nel mirino finisce anche lo stadio, gli impianti sportivi dei Punti Verdi Qualità ed il no alle Olimpiadi. Su Capannelle invece, "Il concessionario ha deciso di rivolgersi al ministero, visto che il Campidoglio non è riuscito a risolvere la questione eppure" ha sottolineato Giovanni Zannola. Eppure,  hanno ricordato i democratici, "la concessione è scaduta nel 2016 e per fare il nuovo bando, ha riferito Frongia in commissione Trasparenza, serviranno altri due anni". Quello di Capannelle comunque non è l'unico ad attendere di essere realizzato.

74 concessioni scadute e 2  bandi realizzati

In  città ci sono 74 concessioni scadute, 16 delle quali lo sono addirittura dall'epoca di Alemanno. Eppure il primo impianto sportivo comunale che si è messo a gara è stato quello di viale Giustiniano Imperatore, ovvero l'ultimo ad essere scaduto. Un problema di metodo ma anche di merito visto che in quel caso, hanno ricordato i presenti, si è deciso di premiare di più l'offerta economica  che il valore sportivo di chi si candida a gestire quella piscina. Con tutte le conseguenze che potrebbero derivarne per un'eccellenza sportiva della Lazio Nuoto.

Lo sport al centro

"Dobbiamo rimettere lo sport al centro della materia su cui si basa lo sviluppo della città" ha ribadito il Capogruppo democratico Giulio Pelonzi. E questo significa, ad esempio, far ripartire il confronto con gli altri enti locali, ovvero i municipi ma anche la Regione perchè quest'assenza di dialogo fa perdere alla città risorse importanti come quelle  che si potrebbero ottenere dai fondi sociali europei". 

La proposta del centrosinistra

La ricetta del centrosinistra è affidata alle conclusioni del capogruppo Democratico. Si parte dal funzionamento amministrativo del Dipartimento sport che si chiede sia messo in relazione a quelli del bilancio e dell'urbanistica. Si passa poi alla difesa delle eccellenze sportive fino ad arrivare ad un maggiore dialogo con gli altri enti locali. "Queste sono i temi su cui fondiamo le nostre proteste – ha spiegato Pelonzi – che presto diventeranno le nostre proposte".

La responsabilità della politica

Nel frattempo, il centrosinistra presenterà la mozione di sfiducia all'assessore Frongia. Anni fa, quando era un consigliere d'opposizione, scrisse il libro "E io pago". In quell'occasione, come ricordato nella conferenza stampa, dichiarò a Romatoday che "Troppo spesso i politici hanno dato la colpa ai funzionari. Troppo facile. Va ricordato che i dirigenti sono nominati dal sindaco: la responsabilità è politica". Ora l'opposizione gli chiede di trarne le dovute conseguenze.  

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Commenti (2)

  • sta più attaccato Frongia alla sua poltrona che Giulio Cesare al basamento della sua statua

  • E’ tutto fermo, non solo lo sport. Dalle piccole alle grandi necessità è un deserto. Ed anche la Cultura in questa città sta svanendo, le menti e gli artisti preferiscono altri luoghi, il nord Italia, Milano o Torino, piuttosto che l’estero. Questa amministrazione non crea nulla e ci umilia ogni giorno di più.

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