Un negozio in centro a 22 centesimi: aumentano i furbetti degli affitti comunali

E' quanto denuncia il capogruppo della lista Marchini Onorato, che ieri ha ottenuto nuova documentazione sul patrimonio capitolino. Tra gli esempi denunciati anche un ristorante in centro per meno di 5 euro

Un momento di protesta in Aula Giulio Cesare contro la delibera 88 (foto Facebook Alessandro Onorato)

L'affitto più basso, praticamente simbolico, se lo aggiudica un locale di via Giolitti 179 che ospita un "supermarket internazionale di prodotti africani: 22 centesimi al mese". Anche se non si discostano di molto i "4,63 euro al mese" pagati da un ristorante di via del Circuito, in zona Castel Fusano. E ancora. "12,91 euro mensili" per una sede di partito in via delle Terme di Traiano 15. Chi versa di più è un ristorante in via Celsa 4, a pochi passi da piazza Venezia: "653,71 euro". Comunque un miraggio anche per chi volesse, nella stessa zona, cercare un monolocale da 20 metri quadrati. Sono solo alcuni dei dati denunciati dal capogruppo della lista Marchini, Alessandro Onorato che ieri si è recato presso gli uffici del dipartimento Patrimonio chiedendo informazioni sulle proprietà comunali capitoline, questa volta non quello in vendita contenuto nella delibera 88 in discussione in questi giorni in Aula Giulio Cesare. 

LA DENUNCIA - “Immagino che molti di voi si staranno chiedendo che cosa ho scoperto, dopo aver chiamato i carabinieri e aver ottenuto una parte della documentazione sul patrimonio immobiliare del Comune” scrive su Facebook. “Vi anticipo qualcosa: ecco i primi casi, ma ce ne sono centinaia” continua chiedendo di bloccare la delibera: “Non si può votare in assenza di un quadro di informazioni trasparente, preciso ed esaustivo”. Si chiede Onorato: ““Perché nella delibera per l’alienazione non sono state inserite le decine e decine di immobili affittati a pochi spiccioli ad attività commerciali, a studi professionali, a enti privati e ad associazioni e fondazioni riconducibili a partiti o personaggi politici? Perché i canoni di locazione non sono stati adeguati ai valori di mercato? Perché non fanno sapere a tutti i consiglieri comunali e ai cittadini come questo patrimonio viene gestito e nascondono l’evidente danno erariale che ogni giorno viene commesso? In base a quali criteri sono stati selezionati gli immobili da alienare? In base all’amicizia e alle frequentazioni? Queste sarebbero le scelte politiche?”.

LA LISTA - Oltre ai casi già citati Onorato ha parlato anche di un ristorante in via Appia Antica 46 che "paga 258,23 al mese", un bar in via dei Campi sportivi 24, zona Tor di Quinto, versa invece la bellezza di "25,82 euro mensili". Poco più scontato invece il canone versato da un vivaio di via di Decima 249, in zona Torrino, "22,59 euro al mese". Irrisori, anche se un po' più consistenti, i costi sostenuti da due distributori di benzina, uno in via Egidio Galbani 91 in zona Rebibbia e uno in via di Vigna Murata 202 che sostengono rispettivamente la "spesa mensile di 58,03 euro e di 164,43 mese". Infine a piazzale della Radio 1, in zona Marconi, 6 vetrine per un noto franchising internazionale costano "543,14 al mese". 

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