Caso Cucchi, la sorella Ilaria: "Querelo Salvini, lo devo a mio fratello"

L'annuncio sulla pagina facebook: "Ed ora che i leoni da tastiera si scatenino pure con le loro menzogne sempre più raffinate e costruite ad arte"

Lo aveva annunciato il giorno dopo la condanna a 12 anni per due carabinieri nel corso del processo Cucchi bis. Era lo scorso 16 novembre. A voler querelare l'ex ministro degli Interni Ilaria Cucchi, sorella di Stefano

"Il signor Matteo Salvini non puo' giocare sul corpo di Stefano Cucchi. Non posso consentirglielo. Questo era il suo volto quando io ed i miei genitori lo vedemmo all'obitorio il 22 ottobre del 2009. Questo era quel che rimaneva di Stefano. Dei suoi diritti. Della sua dignita' di essere umano". 

Lo scrive su facebook Ilaria Cucchi. "Immagino che questo post verra' oscurato da Facebook - aggiunge - perche' idoneo ad urtare la sensibilita' di qualcuno mentre, viceversa, non vengono oscurati tutti i commenti ed i post di insulti e minacce e falsita' che, molto bene organizzati, sono comparsi sui social dopo la presa di posizione pubblica dell'ex Ministro dell'Interno. Lo devo a mio fratello". 

"Lo devo a mia madre che, pur estremamente sofferente, ha trascorso tutta la giornata del 14 novembre scorso in attesa di una sentenza che ci rendesse giustizia. Lo devo a mio padre la cui fiducia nello Stato ha fatto si' che compisse il sacrificio piu' pesante che si potesse chiedergli: denunciare il proprio figlio, da morto e dopo averlo visto in queste terribili condizioni, per la sostanza stupefacente trovata a casa sua". 

"Stefano Cucchi ha sbagliato - prosegue il post della sorella Ilaria - ed avrebbe dovuto pagare ma non morire in quel modo- dice ancora- Il giorno in cui viene pronunciata la sentenza ha il coraggio di dire quelle parole come se fosse al bar e parlasse ai suoi amici? Sono solo una normale cittadina ma non posso fare altro che querelarlo. Mi piacerebbe tanto che l'attuale Ministro dell'Interno sostituisse la costituzione di parte civile fatta proprio dal signor Salvini con la propria. Non sono un avvocato ma forse potrebbe essere possibile. Ed ora che i leoni da tastiera si scatenino pure con le loro menzogne sempre piu' raffinate e costruite ad arte. Io vado avanti".
 

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