Il sindaco di Ciampino: sì alla chiusura dell'aeroporto

Dopo le dichiarazioni del Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo sulla chiusura dell’aeroporto di Ciampino e lo spostamento dei voli a basso costo a Viterbo, arriva il plauso dell’amministrazione comunale di Ciampino. Immediata la replica di Ryanair

Il sindaco di Ciampino Walter Enrico Perandini e l’assessore all’ambiente Enzo Lavagnini in una nota diffusa agli organi di stampa dichiarano tutta la loro soddisfazione: “Siamo soddisfatti che il Presidente della Regione ribadisca in ogni occasione che a Ciampino c'è una emergenza e che la stessa vada risolta al più presto, attraverso la definitiva delocalizzazione dei voli commerciali da Roma-Ciampino altrove, ma vogliamo ribadire che le due cose sono state, e devo rimanere, separate: indipendentemente dai tempi dell'apertura del nuovo low-cost airport del Lazio, infatti, il Pastine deve tornare ad essere un aeroporto unicamente dedito ai voli di Stato e non superare il volume di traffico aereo che verrà stabilito dal Cristal, ovvero il monitoraggio acustico che sta ultimando la Regione Lazio”.

I due amministratori auspicano che la conversione dell’aeroporto cittadino in aeroporto di Stato arrivi in tempi brevissimi anche a fronte del monitoraggio Cristal, che conferma dai risultati parziali la necessità di ridurre il traffico aereo su Ciampino al massimo a 60 movimenti aerei giornalieri complessivi, a fronte dei circa 200 attuali, di cui 100 commerciali.

Non è mancata la reazione della Ryanair che oggi ha fatto appello alla Regione Lazio affinché accetti i risultati del rapporto ufficiale sul rumore condotto all'aeroporto di Ciampino dall’Adr, che ha confermato che non c'è nessun problema di rumore per il territorio circostante – come si legge in una nota della compagnia – e affinché ammetta di aver commissionato un rapporto falso e parziale, ovvero il Cristal, sull'inquinamento acustico per poter ricorrere a riduzioni di voli non necessarie e illegali all'aeroporto.

Per la Ryanair c'è chiaramente un movimento nel Lazio che cerca di ridurre il traffico all'aeroporto e di fermare la crescita della compagnia, che minaccerebbe i buoni ricavi del turismo locale e posti di lavoro nel momento in cui c'è un declino economico a livello mondiale.

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