Marino l'anti Renzi si sfoga in tv: "La gente è disgustata dal Pd"

L'ex sindaco alla trasmissione di La7 con Giovanni Floris 'Di martedì' ha attaccato il suo partito e il premier: "Non è stato eletto, io si". Poi non ha escluso il ritorno in politica: "Primarie? Sto riflettendo"

Ignazio Marino durante la trasmissione televisiva

Attacca frontalmente Renzi, "lui non è stato eletto, io si". Punta il dito contro il suo partito: "Le persone sono disgustate del Pd". Rivendica il suo operato: "In due anni e mezzo ho portato il pareggio di bilancio". Ma soprattutto non esclude il ritorno: "Potrei partecipare alle primarie". L'ex sindaco Ignazio Marino, "mi chiami prof." ha specificato, non molla e intervistato da Giovanni Floris alla trasmissione televisiva di La7 'Di Martedì' ha ribadito la linea di scontro il suo partito e il premier. "Non sono preoccupato per me stesso, sono preoccupato per Roma e per la democrazia di questo Paese". 

LE PRIMARIE - L'ex sindaco non ha escluso il ritorno con la partecipazione alle primarie. Non ha confermato ma nemmeno chiuso a questa possibilità: "Sto semplicemente riflettendo e anche recuperando un pò di sonno. Io non ho detto no, ho detto che sto riflettendo. Ad esempio bisogna comprendere quale sarà il passaggio per la candidatura che indicherà Matteo Renzi, perchè se ci sarà un passaggio democratico attraverso le primarie io probabilmente valuterò una possibilità del genere" ha spiegato. "Se il passaggio invece è lo decidiamo a Palazzo Chigi chi è il nome è chiaro che non credo che il nome sarò io. Rifletterò. Potrei vincerle? è molto possibile, ma per vincere bisogna partecipare". Ma chi voterebbe a un eventuale ballottaggio tra destra e Movimento Cinque Stelle? "Non rispondo" ha proseguito Marino. "Spero davvero che si ritrovi uno spirito di sinistra perbene e non lo spirito degli accoltellatori e che si possa riprendere quel cammino di risanamento che questa città ha fatto in questi due anni e mezzo".

LE DIMISSIONI - La tesi è rimasta quella elaborata e presentata 'a caldo', il giorno delle dimissioni di massa dei consiglieri e della sua conferenza stampa d'addio: l'ex sindaco è stato accoltellato da 26 mani e l'omicidio ha avuto un solo mandante. "Non sono preoccupato per me stesso" ha detto "sono preoccupato per Roma e per la democrazia di questo Paese. Abbiamo un presidente del Consiglio e segretario del partito principale che non è eletto e ha indotto 19 consiglieri della sua maggioranza a chiudersi in una stanza con un notaio, formare una maggioranza diversa da quella che sosteneva il sindaco alle elezioni, ovvero hanno firmato un documento anche consiglieri eletti con il sindaco Alemanno" ha continuato. "Si toglie sovranità al popolo quando spetta ai romani e alle romane giudicare, non a una singola persona non eletta". Poi ha aggiunto: "Il vero punto è che 'basta' non lo può dire il premier, lo devono dire i cittadini dopo cinque anni del mandato". 

CONTRO RENZI - L'attacco al presidente del consiglio Matteo Renzi è frontale: "Io sono stato eletto da centinaia di migliaia di persone, Matteo Renzi non è stato eletto" ha affermato l'ex primo cittadino che ha ricordato di non aver contatti con il premier da più di un anno. "Ho cercato varie volte il premier, si è sempre rifiutato di parlare anche al telefono con me. Il perchè lo chieda al presidente del Consiglio. Anche quando è scoppiata Mafia capitale non ci siamo mai sentiti. Sul perchè non ne ho idea, però penso che sia un fatto grave. Se accadono episodi così drammatici come quello di Mafia Capitale che fra due giorni vedrà alla sbarra politici del Pd e politici della destra che si sono resi colpevoli, almeno secondo quanto dice la Procura, di reati molto gravi, il presidente del Consiglio non senta l'esigenza di parlare col sindaco di quella città. Ma vi sembra normale?". 
 
CONTRO IL PD - Critiche anche al suo partito: "In questo momento da quello che si capisce le persone sono piuttosto disgustate e sono anche disgustate di un Pd che invece di un dibattito aperto e trasparente chiude i suoi consiglieri con consiglieri eletti dalla destra in una stanza di un notaio" ha ribadito. Non solo la questione delle dimissioni in blocco dei 19 consiglieri democratici. L'ex sindaco non ha risparmiato nemmeno attacchi personali ad alcuni esponenti democratici capitolini: "Sul Pd di Roma mi pare che non debba spendere io tante parole. Quando mi sono insediato avevo un presidente dell'Assemblea capitolina, Mirko Coratti, che interrompeva sempre le sedute perchè aveva sempre qualcosa da chiedere, spesso erano assunzioni non solo per la sua parte politica, la sinistra, ma anche per la destra, addetti stampa per altri gruppi politici dell'opposizione". Marino non si è risparmiato nemmeno con il commissario del Pd romano Matteo Orfini o con i suoi ex assessori Pd entrati in squadra con l'ultimo rimpasto: Marco Causi e Stefano Esposito soprannominati "cosiddetti leader del Pd". Marino ha giudicato "gli argomenti di Orfini" di livello tale "da non poterci perdere molto tempo". 

IL RAPPORTO CON IL PAPA - Non è mancato un accenno al suo rapporto con il Papa, tanto importante in un momento come quello del Giubileo, che nelle ultime settimane di mandato aveva registrato qualche incidente. "Io non ho invitato il sindaco Marino" aveva affermato il Pontefice tornando da Filadelfia. Una frase che aveva suscitato uno strascico di polemiche, compreso un intervento dello stesso ex sindaco che era stato letto come una 'correzione'. Da quel momento Marino non ha più sentito Papa Francesco: "Ma io sono sicuro che la vita offrirà una nuova possibilità di dialogo e certamente penso che il Santo Padre è una persona straordinaria che sta affrontando in questa epoca argomenti importantissimi. Un Papa che va negli Stati Uniti all'inizio della campagna per le presidenziali e invita il mondo cattolico a non votare per un presidente favorevole alla pena di morte o alla vendita delle armi penso sia un gesto straordinario".

CASO SCONTRINI - "Non voglio mescolare il lavoro della magistratura con il dibattito politico. Io sono assolutamente convinto di non avere utilizzato mai denaro pubblico a fini privati" ha ribadito l'ex primo cittadino. "L'ho spiegato ai magistrati e poi vedremo se questi, mi pare siano 752 euro, li ho usati a fini privati oppure no". Lei lasciava gli scontrini alla sua segreteria e loro li motivavano? "Assolutamente così, come avviene in tutte le procedure uguali in tutte gli altri Comuni. Il ristoratore che dice di aver riconosciuto mia moglie ha riconosciuto su Google una persona indicata come mia moglie che mia moglie non è" ha continuato Marino. 

LE GAFFE DI MARINO - L'ex senatore dem ha avuto modo anche di difendersi dall'etichetta di 'gaffeur' che spesso gli è stata cucita addosso, riferendosi in particolare alle polemiche sulla sua Panda Rossa o sulle parole del Papa: "Non sono certo io che devo giudicare se faccio gaffe o no". Poi la difesa: "Una campagna fatta molto bene". Ha continuato: "Io sono una persona che ha accettato la candidatura di sindaco di Roma immaginando di trovare delle difficoltà. Non immaginavo che tra quelle difficoltà avrei trovato anche all'interno del mio partito altre persone che la Procura riteneva di dover arrestare per corruzione e alcuni anche per associazione mafiosa. Ho impostato il mio lavoro soprattutto sul risanamento economico finanziario della città".

IL FUNERALE CASAMONICA - "Perchè lo spazio aereo di Roma lo controlla il sindaco della Capitale?" la risposta di Marino. "Mette la contraerea sul Campidoglio e controlla i radar?". 

DEBITI E FINANZIAMENTI - "Nell'anno 2010 fino al 2013, gli ultimi anni della Giunta Alemanno, è stato creato un debito di 884 milioni di euro in Atac. Io in due anni e mezzo ho portato da meno 874 milioni al pareggio di bilancio. Ho deciso di non creare nuovo debito, ho detto 'prima metto a posto i conti e poi possiamo comprare nuovi autobus'. Lo sa che il debito che abbiamo di 22 miliardi di euro lo pagheranno i nostri nipoti? Renzi ha parlato di trasporti: lo sa quanto ha ricevuto Napoli per i trasporti? 308 milioni. Milano quasi 300 milioni, Roma 100 milioni. Se lei mette la mappa di Milano sulla mappa di Roma Milano va dal Quarticciolo fino a Porta San Giovanni. Ed è tutto lì. Di che cosa stiamo parlando?" ha affermato. Discorso simile in merito al Giubileo: "Il 27 agosto scorso a Palazzo Chigi è stato detto che per il Giubileo, dal sottosegretario di Stato e dal ministro dell'Interno che Roma avrà zero euro. Per il Giubileo dell'anno 2000 quasi 2 miliardi euro, per l'Expo di Milano 1,5 miliardi di euro, a Roma per il Giubileo zero euro".
 

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