Chiude il Guido Reni district: l'ex caserma al Flaminio verso la trasformazione definitiva

I termini scadono il 1 maggio. Presto la delibera dovrebbe arrivare in Giunta

Chiude il Guido Reni District. Cassa depositi e prestiti non rinnoverà il contratto alla Ninetynine Urban Value, la società che negli ultimi due anni ha gestito gli spazi dell'ex caserma dismessa al Flaminio. Del resto, che mostre ed eventi improntati all'intrattenimento fossero il fulcro di una "riattivazione temporanea" dello spazio inutilizzato che si estende per 72 mila metri quadri era scritto fin dall'inizio. E il prossimo 1 maggio scadono i termini di questa 'sperimentazione' volta, così come si legge sul sito della società, "a creare valore nel breve termine" in attesa della valorizzazione definitiva. Lo stesso destino temporano, e remunerativo, riservato all'ex Dogana a San Lorenzo o il palazzo degli Esami a Trastevere, entrambi di proprietà di Cassa depositi e prestiti.  

Tutte le esposizioni in programma, da Real Bodies, "il grande expo dell'anatomia umana", a Birkmania, "una mostra sui mattoncini Lego", fino a Dinosaur Invasion, alcune delle quali hanno attirato migliaia di visitatori negli ultimi mesi, chiuderanno quindi il primo maggio. Ultimo 'grande' evento il 25 aprile, quando nel padiglione ribattezzato Hotel Butterfly, si organizzeranno pic nic, spettacoli teatrali e dj set. 

Termina così la seconda vita temporanea dell'ex caserma dismessa. La prima, nel 2016, era stata quella del festival di street art Outdoor che nel 2014 aveva aperto le danze alla 'valorizzazione temporanea' dell'ex Dogana di San Lorenzo. Ne seguiranno altre? Non è escluso che, nei prossimi mesi, nei 23 padiglioni dell'ex caserma, possa partire una nuova stagione. Sempre temporanea. In attesa della destinazione definitiva. 

Il progetto dello studio Viganò che ha vinto il bando per la progettazione nel 2015 prevede un mix di residenziale, commerciale e alberghiero con spazi per strutture pubbliche, giardini e viali. 35 mila metri quadri sono destinati a residenze, 14 mila metri quadri per attrezzature pubbliche e di quartiere e quasi 27 mila dovebbero essere destinati alla Città della Scienza. E qui il condizionale è d'obbligo: dopo i dubbi espressi dall'ex assessore all'Urbanistica, Paolo Berdini, raccolti anche dalla presidente del II municipio, Francesca Del Bello, in una commissione congiunta Urbanistica e Cultura è emersa l'idea di utilizzare gli oneri derivanti dalla trasformazione per un 'tram della musica'. L'approvazione defintiva del piano di recupero sarebbe dovuta avvenire in Assemblea capitolina entro l'agosto del 2017 ma questo passaggio non è ancora avvenuto. Secondo quanto apprende Romatoday, il provvedimento dovrebbe arrivare in Giunta a breve. L'iter burocrato, fanno sapere ambienti vicini a Cassa depositi e prestiti, sta proseguendo. Verso la destinazione definitiva. 

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