Stadio della Roma, Grillo depotenzia la base: "Non parla a nome del Movimento"

Con un post scriptum ad un suo intervento sul blog il comicoleader spiega che "per le questioni inerenti le amministrazioni guidate dal MoVimento 5 Stelle gli unici titolati a parlare, in nome e per conto del M5S, sono gli eletti"

C'era una volta il MoVimento dell'uno vale uno, dei cittadini che entrano nel sistema, degli eletti che chiedevano ai giornalisti di essere chiamati cittadini o portavoce. C'era una volta M5S che creava tavoli di lavoro sui temi da cui partivano le idee che sarebbero dovute diventare legge all'interno dei palazzi del potere. E' bastato un post scriptum per disconoscere questa storia. E' quello che ieri Beppe Grillo ha regalato ai lettori del suo blog. In un post che, ironia della sorte, si intitola "Solo il MoVimento difende la libertà d'espressione in Rete #NoLeggeGambaro", Grillo chiude con un avviso che appare diretto alla base romana 

"Per le questioni inerenti le amministrazioni guidate dal MoVimento 5 Stelle gli unici titolati a parlare, in nome e per conto del M5S, sono gli eletti. Chiunque altro si esprime solo a titolo personale e come tale devono essere prese le sue dichiarazioni".

Un messaggio che ha come destinatari gli elettori del MoVimento: quando leggete base M5S non dategli peso. Questo in generale, che nel particolare romano si traduce più o meno così: sullo stadio della Roma quello che dice la base non ha valore (decidono la giunta e i consiglieri, aggiungerà poi). Già, perché dall'alto è stato deciso: il progetto stadio della Roma deve passare (Di Battista e Di Maio hanno più volte detto così in tv). E pazienza se durante l'amministrazione Marino si diceva e scriveva il contrario; pazienza se in campagna elettorale si sosteneva altro; pazienza se gli attivisti e i militanti ricordano bene gli impegni presi contro le cubature. E se qualcuno parla troppo, leggi Francesco Sanvitto responsabile del tavolo dell'Urbanistica capitolino, non conta nulla. Conta quello che dicono gli eletti. Eletti, non più portavoce o cittadini. 

Un post scriptum per silenziare i mal di pancia che però continuano ad essere presenti ed hanno raggiunto anche i consiglieri che, forti di un parere legale chiesto dai consiglieri regionali Gianluca Perilli e Devid Porrello, sarebbero pronti ad opporsi alla variante. La base, con chiarezza, è pronta a "recapitare" alla sindaca la delibera di annullamento di pubblica utilità, passaggio centrale per evitare eventuali rivalse. E per spiegare questa sua posizione Francesco Sanvitto ha ieri rilasciato un'intervista al nostro giornale in cui si spiegava: "Il tavolo tecnico dell'urbanistica del Movimento cinque stelle non è contrario allo stadio ma a questo progetto con questo gigantesco aumento di cubatura che secondo noi rappresenta un danno per la città. Vorremmo solo che lo stadio si faccia secondo le regole". Nell'intervista Sanvitto annunciava: "Martedì a mezzogiorno porteremo tutti insieme alla sindaca una lettera con la bozza di delibera per l'annullamento. È l'ultima possibilità che le diamo in quanto rappresentante dei cittadini di Roma. Abbiamo parlato con l'assessore Berdini e non è successo nulla, con la presidente della commissione Urbanistica, Donatella Iorio, ed è accaduta la stessa cosa. Vediamo se il sindaco ci ascolta"

Un'intervista, insieme ai post e ad altri interventi resi pubblici, che Grillo e la Casaleggio non devono aver digerito. Così, dopo aver imposto a tutti gli eletti la richiesta di autorizzazione a Rocco Casalino per poter aprire bocca, ieri ha sconfessato la base. Lo stadio s'ha da fare. Nessuno si opponga. 

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