Governo M5s-Pd, i grillini romani preparano la fronda: "Dimissioni in blocco"

Il consigliere regionale Daniele Barillari su Facebook: "Sono nato Cinque Stelle, non morirò piddino: con altri portavoce valutiamo il da farsi"

Mentre nei palazzi del potere e nelle direzioni dei partiti sono in corso le trattative per la nascita del nuovo governo M5s-Pd, la prospettiva di un'alleanza parlamentare con i Dem agita le acque in casa grillina. 

Verso il governo M5s-Pd

Lontani i tempi del MoVimento "duro e puro", contrario a qualsiasi alleanza e coalizione: la base grillina, che ha già dovuto digerire il "contratto di governo" con la Lega, si ritrova adesso a dover fare i conti con un futuro, che appare più che immediato, accanto al Pd. 

Da antagonisti ad alleati. Il tutto dopo mesi, se non anni, di pesanti accuse volate tra uno schieramento e l'altro. 

Così mentre Luigi Di Maio tesse la tela per la nascita del nuovo esecutivo, scalpitando per un posto da vicepremier, e Alessandro Di Battista fissa alcuni punti ("taglio dei parlamentari, via i Benetton da Autostrade, 'No' a Malagò, No ai conflitti d'interesse") rilanciando il M5s alla guida del Paese, seppur con il Pd, per "imporre grande coraggio sui temi", un'altra parte del MoVimento non nasconde il proprio disappunto. 

Governo M5s-Pd, la fronda di Barillari: "Dimissioni in blocco"

Lo fa uno dei 'big' del Lazio: il consigliere regionale, Davide Barillari. "Sono nato 5 stelle e di sicuro non morirò piddino" - ha scritto l'esponente grillino sulla propria pagina Facebook. "Non dimentico mafiacapitale. Non dimentico Bibbiano. Non dimentico i 1043 arrestati PD negli ultimi 7 anni". 

Un duro attacco ai Dem, un 'No' netto al governo M5s-Pd. "Insieme a tanti altri portavoce, a vari livelli, stiamo discutendo se arrivare alle dimissioni in blocco oppure a percorrere una nuova strada per far rinascere i valori del M5S..." - ha annunciato Barillari. 

Tra i like al post spunta anche quello di Micaela Quintavalle, autista e sindacalista di Atac licenziata che aveva tentato la candidatura con il M5s in Europa: bocciata al primo turno delle parlamentarie.

In Regione Lazio il laboratorio del compromesso tra Pd e M5s

Sembra partire dunque dalla Regione Lazio il tentativo di fronda grillina, quasi una prospettiva di 'scissione' all'interno del MoVimento. 

Un paradosso: è proprio alla Pisana che, con il presidente Nicola Zingaretti senza maggioranza in Consiglio, Pd e M5s collaborano sui temi, trovando convergenza sui singoli punti programmatici. Un "laboratorio" del compromesso che potrebbe essere replicato anche a livello nazionale. 
 

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