Il Giro d'Italia fermato dalle buche, M5s: "Percorso scelto dagli organizzatori"

Così il presidente della commissione Sport Angelo Diario. Ieri la polemica, con protesta dei corridori, per le condizioni di asfalto e sampietrini 

Foto Ansa

"Buche e sampietrini? Si ma quello di oggi è un giorno di festa". La liquida così Virginia Raggi l'ultima figuraccia collezionata dalla Capitale durante la tappa finale del Giro d'Italia. La decisione della giuria di "neutralizzare" (in gergo tecnico lo stop al calcolo dei tempi) gli ultimi sette giri del circuito cittadino della corsa rosa, ha riacceso i riflettori sulle pessime condizioni delle strade romane. E sull'incapacità dell'amministrazione di porvi rimedio, almeno in vista di una competizione sportiva di fama mondiale. 

Cos'è accaduto? L'ultima gara, in quanto tale, è per consuetudine una sorta di passarella più che una reale competizione. Ma la difficoltà del percorso - per tre quarti su sampietrini - ha sorpreso i corridori che si sono ritrovati davanti a una "tappa vera", con il pericolo forature e il concreto rischio di veder sfumare la fatica di 20 tappe per un percorso che non si aspettavano così complesso.

Sampietrini ma anche tratti dove la manutenzione non sarebbe stata effettuata a dovere. Buche e crepe sull'asfalto, salvo interventi dell'ultimo minuto, sono rimaste a minare parte del tracciato. Sul quotidiano Il Messaggero, le immagini del manto con i dissesti segnati da cerchi e scritte. Ma le ditte comunali poi non sono intervenute sull'intero tragitto, lasciando porzione di circuito in parte ammalorate. 

"C'è chi vuole far credere che si sia interrotta la corsa, quando invece i corridori hanno completato tutti i giri" commenta sempre la sindaca grillina all'Ansa. Sì, ma gli ultimi sono stati appunto "neutralizzati", percorsi quindi ma senza calcolare i tempi. Come conferma il vincitore del Giro, Chris Froome: "La strada era pericolosa, hanno preso una buona decisione e alla fine hanno fatto bene a fare quello che hanno fatto, neutralizzandola. Non abbiamo mai minacciato di fermarci, questo mai". 

A commentare anche il presidente della commissione Sport Angelo Diario: "Questo è l'itinerario che è stato scelto, non è la classica passerella ma un percorso impegnativo e molto avvincente". D'altronde, si difende, "è stato scelto dagli organizzatori del giro, il circuito era noto ed è stato continuamente monitorato". 

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